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Tuesday, May 16, 2006 - ore 09:17
(categoria: " Vita Quotidiana ")
...sembra la vita di sempre ,lo e’ sempre stata in fondo
un sogno in loop infinito,la forza dell’abitudine
in una turbolenta serenita’.
Ti svegli la mattina con ancora sulla pelle il calore e la rugiada della notte,
come sempre a gesti lenti ma sapienti ,mai banali e nemmeno troppo improvvisi,
svogliato ti alzi, ti vesti ti prepari.
Guardandoti allo specchio provi per l’ennesima volta a regalarti un sorriso che di giorno in giorno somiglia sempre piu’ ad una smorfia.
La tv ancora accesa e la tavola da sbarazzare dalla sera prima e’ la lugubre natura morta per la tua colazione.
Esci , inebriato dalla brezza mattutina e dal sole che ti illumina il viso, con
il profumo d’erba intorno e un cielo azzurro che ti sovrasta nella sua conscia immensita’.
Non una parola ed eccoti diretto verso il tuo "lavoro", a passi lenti che battono come ogni giorno una strada che conosci fin troppo bene, in ogni sua ombra e sfumatura.
Ed eccoti gia’ li, inerte seduto alla tua postazione assorbi come una spugna tutto il male del mondo farcito di parole gentili e sorrisi finti di facce di bronzo;
senti il bisogno di staccare a soli cinque minuti dall’inizio di giornata,
ma li fermo si come immobile, sull’unico punto del globo terracqueo dove non vorresti essere.
La mente prova ad evadere ma sono pochi attimi di ludibrio appesantiti da questa prigione che non ha ne sbarre ne mura ma imperterrita ti tiene prigioniero
e fuori dalla tua finestra alberi che docili si piegano al vento
ed in turbine di foglie il volo siccato da un passero.
Oh, come invidi quella piccola creatura di dio.. indifesa, quasi insignificante ma fondamentalmente libera....
Salti il pranzo tanto il tempo e poco ed ultimamente il cibo ti disgusta solamente .. necessita’ fisica di cui il corpo puo’ ben fare a meno:occupi invece quel tempo prezioso a sognare senza renderti conto che alla fine quel tuo desiderio di liberta’ ti fa pesare ancor di piu’ la tua voluta prigionia.
Li steso al sole su quella vecchia panca aspetti non troppo impazientemente l’ora di dover ricominciare meditando continuamente su di una poco onorevole fuga
ed intanto il sole senti che stanco inizia il suo lento declino.
Svogliato riprendi il tuo da fare pensando ad un modo divertente per passare la serata ..ma appena giunge l’ora del ritorno quella strada che avevi percorso a passi svelti la mattina ti pare lunga ed interminabile
e senti ad ogni pie’ sospinto il calore della terra e del nero asfalto risalirti in petto,mentre quel cielo azzurro si tinge di sangue e cremisi, per spegnersi in un oscuro manto solo poche ore piu’ tardi.
Poco piu’ di un’ora e di nuovo a casa...
mille progetti ancora in testa,ma sotto l’incessante cadere dell’acqua nella doccia sfumano lasciando solo vivida la sensazione di stanchezza e di inadeguatezza...
pochi morsi ad un boccone fin troppo amaro da digerire
ed tutti i tuoi insignificanti problemi ti sommergono:
quel che e’ stato,quel che verra’, quel che potevi e volevi, quel che non hai fatto e mai farai,quel che hai perso...
e questa goccia incessante oramai non ti permette nemmeno di riposare ,neppure nel tuo lungo dormire; li a volte sveglio nel fissare il soffitto,
chiedendoti se esiste qualcosa di diverso
e se tutto questo finira’ perche’ ti rendi conto che e’ un peso troppo grande per le tue deboli spalle.
Senza volerlo,lentamente, hai cominciato a capire che paradossalmente questa vita ti sta uccidendo.
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