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Tuesday, May 16, 2006 - ore 16:55
pseudo esercizi per casa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
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al corso abbiamo cambiato insegnante, questo è decisamente il più bislacco. questo è un tentativo di esercizio per casa]
sentire il silenzio
Mi sono svegliata prima del solito questa mattina. Mio marito e mia figlia dormono. È appena chiaro, sono uscita, ho fatto pochi metri, ho attraversato la strada e ora sono sulla riva del canale.
Mi sono svegliata aprendo gli occhi, sono scesa dal letto in silenzio. Ho infilato il maglione e la gonna in bagno, mi sono lavata la faccia e sistemati i capelli.
Mia figlia quando andava a nuotare, e io ero con lei, lo faceva sempre. Arrivava al ciglio della vasca, toccava lacqua col piede nudo e si girava. Lacqua era sempre fredda, diceva. Io non lo faccio, lacqua del canale è fredda e sporca, lo so. So che scorre forte, e che sul fondo ci sono dei rifiuti. Non mi guardo indietro.
Ho attraversato il corridoio e sono scesa dalle scale senza fare rumore. Mi sono preparata del the e ho mangiato dei biscotti. Ho infilato la collana nellingresso e poi sono uscita dal garage, mettendomi le scarpe. Ho attraversato il giardino da dietro, bagnandomi le scarpe per via dellerba. Ho chiuso il cancello di ferro. Non ho portato con me la borsa.
Lacqua davanti a me è verde, cè fango sul fondo e lacqua corre. Uscire di casa è stata lunica differenza oltre allorario, dalle mie mattine. Il fango e lacqua mi riempiranno la bocca, il freddo mi bloccherà il respiro e i muscoli delle gambe. Questo lo posso immaginare.
Loscurità mi lascia fredda.
Questo suicidio non cambia le mie giornate più del fatto di essere uscita. Non le cambia più del fatto di essere andata in garage. Non è questa loscurità, a rendere la mia giornata diversa.
La mattina tutti i giorni mi alzo alle sette e quindici, scendo dal letto, mi infilo le pantofole, vado in bagno. Abbiamo il bagno che dà direttamente sulla camera. Intanto mio marito si sveglia, dorme profondamente, però si è abituato a svegliarsi appena mi alzo io. Se non mi sveglio io lui non si alza più. Dopo il bagno apro la finestra e mi vesto. Mio marito nel frattempo è in bagno, poi esce e si veste, mentre io sono in corridoio.. Se mia figlia deve andare a scuola passando la sveglio.
Non saprei dire cosa sia di preciso la mattina, questa mattina, venendo qui pensavo allaria aperta, che è fresca e umida. Ma cosera passare in corridoio non lo so. Prima delle voci e delle ombre cera il silenzio, e prima del silenzio lattesa. Mi aspettavo qualcosa, aspettavo di stare bene, subito dopo mia figlia, aspettavo la felicità familiare. Ora rimpiango lattesa, mi ricordo il silenzio, prima...
La mattina ho le mani gonfie, la fede e gli altri anelli stringono le dita piccole. A mia figlia piaceva tirarmi gli anelli, tirava e tirava e quelli non si muovevano. Io non me li sento per abitudine. Adesso li tolgo, assieme alla collana, non li voglio più, li metterò assieme alle scarpe, sulla soglia dellacqua.
Mi sono sposata da giovane, mio marito aveva la mia età, non mi ricordo di preciso perchè. In qualche modo ho voluto bene a mio marito, se lo meritava. Il mio abito da sposa lho dato via ieri, è ancora credo, nel bidone sulla via. Il giorno del mio matrimonio sono felice. Mentre me lo dico mi passo le mani sui fianchi e mi sento ancora il vestito addosso. Felice, con un bel vestito, lungo e bianco. Il matrimonio lho fatto nella chiesa del paese, è giusto al di là del canale, dopo largine e una strada. Uscendo, se ci avessi fatto attenzione, lavrei anche vista davanti a me.
Guardo lacqua e non credo che da lì si vada da qualche parte. Non che se ci cadessi per sbaglio sarebbe molto diverso. Mi sono sposata in chiesa perchè si fa, a messa ci vado, ci andrei anche oggi, più tardi, giusto che è domenica. Forse ho anche lanima. Ma non mi interessa. Lì voglio andare, e mi tolgo le scarpe.
Ho avuto mia figlia subito, adesso è grande. Adesso si sposa anche lei forse. Non che la volessi ma è venuta. Mio marito non mi interessava ma è il matrimonio, ed è nata mia figlia, e dopo basta. Credo che mio marito abbia avuto una donna da qualche parte, quando la bambina era piccola. Spero che in quel periodo sia stato contento. Io seguivo la bambina, ogni tanto la davo a mia mamma.
I miei sono contenti del mio matrimonio, me li ricordo in chiesa. Anche prima, avevano quella faccia. Da quando hanno visto mio marito hanno sempre avuto quella faccia. Sposarmi con mio marito era naturale.
Il sole è lì.Chissà se dormono. Dormono o sono via. Io invece dovrei essere in casa. Fra quattro ore, dopo la chiesa, apro e chiudo il portone sulla strada, entro dal garage, le ciabatte, e sono in casa. Apro le finestre, accendo la televisione, e poi basta. Ci sono rumori e voci, ma il silenzio è sempre lì, e nel silenzio altri rumori, e altre voci. Questa sarebbe la mattina, mentre mio marito parla con gli amici, e mia figlia sta col suo moroso.
Non mi ricordo quando è capitato la prima volta. Forse ero qua in casa con qualcuno, o ero da sola. É più probabile che fossi da sola. Ero in una stanza, la cucina forse. Ho visto unombra sul muro che non ci doveva essere. E poi una voce, come quella della vicina, nel muro. Ho pensato che fosse la vicina, mi è sembrato di vederla alla finestra che spiava dentro. Poi lho sentita ancora, dentro un tramezzo.
Poi lho sentita sempre, la sentivo nel rumore, mi basta distrarmi un attimo, sento subito il silenzio, anche se qualcuno parla, anche se cè la televisione accesa, e sotto il silenzio, le voci e le ombre. Forse è la vicina, che mi spia, che parla male di me. Una volta ci ho anche litigato, lei dice che lavora tutto il giorno e che torna a casa la sera, che non è lei che mi spia.
Io la sento sempre. Delle volte metto le orecchie sui muri per sentire meglio, quando sono da sola. Ma non sento meglio, il tono è sempre quello, un rumore di sottofondo, un brusio che distinguo a tratti, facendo molta attenzione. Il rumore della televisione non lo copre, sta sempre a galla, prima cè il silenzio, poi cè il brusio, dentro il brusio, le voci.
Anche adesso le sento. Le sento lontane ma ci sono. Se ritornassi ricomincerebbero a farsi sentire, solo davanti a me non ci sono più. Dentro lacqua sono sicura che non ci sarà nemmeno il silenzio.É dal silenzio che vengono le voci. Ho uno scopo, il silenzio non è nello scopo che ho davanti a me, il silenzio resta dietro di me.
Quando sono da sola a casa, quando non cè nessuno e non ho niente da fare mi appoggio al muro. Unorecchio attaccato alla parete, e con le voci parlo. La mia voce è più forte della loro, ma loro, le voci, nel loro brusio stanno sempre a galla. E non so che dico, non lo so cosa mi dicono. In quei momenti non ci sono veramente, mi ritrovo dopo, di nuovo cosciente. In quei momenti non sono io, sono le voci. Di quei momenti ho terrore.
Non ho paura di quello che sta accadendo adesso. Non ho paura del fatto che sono a piedi nudi nel fango, con lacqua alle ginocchia.
Mi chiedo se è questa la morte, mentre mi giro verso la casa. Rilasso le spalle e porto indietro la testa, faccio un passo indietro, e cado nellacqua.
Non sono già più del tutto io, che mi sento muovere un pò le braccia, che respiro fango mentre vado a fondo.Non è buio quello che ho davanti, ma una luce confusa dallacqua, le gambe sono bloccate. Ormai il mio corpo e calmo e affonda piano, mentre lacqua lo porta via. Vedo la luce dal fondo e lultima aria che esce dalla mia bocca. Qui mi fermo.
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