Manchester, 28 maggio 2003, ore 23.15 circa: siamo alla svolta. Lui parte da centrocampo, prende la palla in mano, si presenta sul dischetto, guarda l’arbitro con gli occhi spalancati 3, 4 volte come a dirgli.."muoviti a fischiare che poi spacco tutto"..rincorsa, calcia freddamente, la palla entra in rete, e lui che scrive una pagina di storia.
Me lo ricordo come fosse ieri.
La mia ex, più o meno 3minuti dopo quel rigore, mi telefonò. Tentava di sfottere..era tutto il giorno che le ripetevo quella sera avremmo alzato noi la coppa.
Poi aggiustando il tiro, cercava di tirarmi su il morale, e io come avrei potuto comportarmi!? Scontato, da coglione ovviamente, prenotando per lei un viaggio di sola andata destinazione quel paese..d’altronde..una milanista che tenta di consolarmi in una giornata del genere..? come a dire..crocifiggetemi..no, ero intrattabile.
Questo per rendere l’idea di come sia legato alla mia squadra e di come ci tenessi a lei, dal momento che poi ho dovuto parecchio sudare per fare pace.
Eppure, c’era una parte di me che in un certo senso era felice.
E’ cresciuto quel ragazzino che non parlava nemmeno una parola di italiano.
Partita dopo partita è riuscito a conquistare prima tutti i tifosi e poi quelli come me, che hanno apprezzato di lui la persona, in primo luogo.
E’ strano come mi ritrovi qui a scrivere di un uomo che non gioca nella squadra per cui tifo, che non ricopre il mio ruolo nei campi da calcio, che proviene da un paese tradizionalmente "freddo", che può vantare una donna di una bellezza come poche, stimato e amato ovunque, forse poche cose in comune fino a questo punto, forse veramente ben si presta ad essere una sorta di divinità per quelli come me.
Un personaggio sportivo come tanti, ricco, bello e famoso. Ma c’è qualcosa in più, che va oltre la solita vita del calciatore, e che lo rende un Uomo.
Quel ragazzino venuto dall’est 7 anni fa è cresciuto. Timido e un po’ impacciato da subito, una valanga di gol però a confermare il suo talento già il primo anno, che non ha minimamente oscurato il suo carattere schivo e umile di fronte al pubblico. Ma non è stata sempre cosi. D’altronde, chi ha detto che questo sarebbe stato il comportamento corretto da tenere anche gli anni seguenti? Chi ha detto che il suo fare cosi educato sarebbe stato una sorta di freno a mano per gli anni a venire?
E infatti nel tempo è riuscito a migliorarsi, ad elevarsi a capitano della sua squadra, leader in campo e fuori, come era giusto che fosse, pur mantenendo intatta la sua umiltà.
Si è incazzato con l’allenatore, ha urlato ai compagni, si è assunto le sue responsabilità. E’ diventato il simbolo di una squadra.
E poi eccolo..l’ultima giornata di campionato in mezzo ai suoi tifosi a San Siro, assistere alla partita dagli spalti e cantare con loro. No, non è una divinità, Sheva è semplicemente uno degli ultimi eroi, uno di quelli che ci raccontano storie di fatica e di umiltà, uno di quelli che parla sempre dei suoi compagni, quando gli fanno i complimenti per i suoi gol.
Uno di noi

E cosi dopo la mia squadra, se ne va anche il giocatore che considero l’ultimo esempio in tutto e per tutto, tra i campi di gioco.
Mi sono domandato cosa rimarrà del mio campionato l’anno prossimo, senza colori ai quali aggrapparsi tutta la settimana, senza quel numero 7 che corre da una parte all’altra del campo da calcio e segna gol meravigliosi..
Mi hanno rubato tutto da un momento all’altro.
Non lo so, tanti dicono che questo è il calcio, bello o brutto, ci sono delle regole da rispettare e questa è una di quelle; tutto può cambiare così rapidamente da non lasciarci nemmeno il tempo per abituarsi al nuovo che verrà.
Ed è giusto così.
Perché così è anche nella vita. Il nostro compito è imparare in fretta, tenere il buono che ci è stato dato e scoprire che cosa riusciamo a combinare. Perché un giorno, nel nostro piccolo, anche noi potremo essere degli eroi per qualcuno.

Manchester..quella notte una parte di me, l’altra..con lui.
Un campionato senza Sheva. Per vedere se siamo capaci di conoscere meglio noi stessi, anche senza la sua guida.