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Thursday, May 18, 2006 - ore 10:46
Souvenir da ... CUBA
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il mio collega è tornato lunedì da un viaggietto di piacere a Cuba ... beato lui ... niente invidiosa io ... noooooo, figuriamoci ... chi è che vuole andare in vacanza e distrarsi un pò da stò posto di lavoro che ultimamente mi stà facendo uscir fuori di testa ...
!!!
Comunque ... dopo questo sfogo che ci stà tutto ... mi ha portato perlomeno un souvenir ... e cosa di più classico di questo
??? ...
CONSIGLI PER UNA CORRETTA ACCENSIONE Dimentichiamo tutti gli anacronismi che fanno dell’accensione una leggenda, rendendo un azione naturale quasi una mitomania.
Il consiglio di scaldare prima il sigaro in tutta la sua lunghezza con una fiamma, poi di avvicinarla al suo piede e agitandolo, farlo bruciare come se fosse un tizzone e solo dopo portarlo alla bocca, è una sciocchezza.
Il sigaro, ed in particolar modo l’Avana, possiede una capa (la foglia che lo avvolge) molto delicata per cui è un divieto scaldarla altrimenti si rischierebbe di carbonizzarla.
Il fuoco deve essere sì generoso, ma non eccessivo, altrimenti si avrebbe un effetto lanciafiamma, per cui è possibile usare indifferentemente sia accendini a gas che fiammiferi avendo però la premura di scartare per i primi, quelli a benzina, che lasciano un odore residuo di cattivo gusto e per i secondi, quelli cerati, per l’analogo motivo.
I - Prendete ora il sigaro gentilmente per il corpo con le dita di una mano, e portate la testa alle vostre labbra. Assaggiatelo, bagnatelo leggermente con la vostra saliva: avete effettuato la prima degustazione "da spento".
Con le dita dell’altra mano afferrate la cesoia e intestate il vostro sigaro, tagliando nettamente pochi millimetri del "cappuccio" della testa e lasciando un piccolissimo anello di tabacco attaccato al corpo del sigaro, in modo da evitare lo sfogliamento della capa.
II - Ora dovrete procurarvi il fuoco: è necessaria una fiamma di almeno due centimetri, assolutamente inodore.
Si sconsiglia di utilizzare candele e accendini a benzine di vario genere perché potrebbero inquinare il sapore del vostro sigaro; ideali invece i classici fiammiferi da cucina: ne esistono di bellissimi dalla lunghezza almeno doppia rispetto ai tradizionali. Sono ottimi anche tutti gli accendini a gas butano.
Se usate una fiamma singola, portate il piede del vostro sigaro, leggermente inclinato verso il basso, a un centimetro di distanza dalla fiamma. Iniziate a tirare emettendo così i primi puffs, come si chiamano internazionalmente i tiri del fumo, che dovrete trattenere all’altezza del vostro palato e non aspirare ai polmoni come se si trattasse di una sigaretta: non dimenticate che fumare un sigaro significa avere il gusto del fumo, e non il vizio.
Roteate il sigaro stesso lentamente con le dita appoggiate al suo corpo, fino a che non si sarà formato un millimetro di braciere circolarmente uniforme.
Le operazioni sopra descritte hanno una maggiore efficacia, anche un maggior fascino, se per l’accensione del sigaro utilizzate una sottile striscia di cedro, alla quale potete dare fuoco con qualsiasi fonte. Il massimo sarebbe accedere il vostro sigaro con una brace di legno di cedro presa direttamente dal vostro camino ... Come ogni rito, la fumata richiede anche la giusta atmosfera.
Se usate una fiamma doppia, potete avvolgere il piede del vostro sigaro nel fuoco, avendo l’accortezza di rotearlo per creare un braciere uniforme. Sia che usiate una fiamma singola, sia una doppia, non dimenticate di soffiare sul braciere del vostro sigaro in modo che tutte le aree della sezione del piede siamo accese. La zona su cui soffiate assumerà un colore rosso molto intenso. Da questo momento procedete pure con i vostri puffs, uno o al massimo due al minuto: ricordate che quella del sigaro è tutt’altro che una fumata nervosa.
COME SI SPEGNE IL SIGARO Quando deciderete che la fumata è stata sufficiente, lasciate che il sigaro si spenga da solo, appoggiandolo in una delle cavità di un posacenere. Il sigaro non va mai spento schiacciandolo o frantumandolo come si è soliti fare con una sigaretta. Essendo costituito unicamente di puro tabacco, in assenza di tiraggio e quindi di alimentazione del braciere, cesserà di vivere dopo qualche minuto. Dopotutto a un manufatto serio che tanto piacere ci ha procurato, va assicurata una fine se non proprio nubile, almeno elegante.
Una fine dignitosa per un manufatto di prestigioso: il sigaro muore da solo nel posacenere
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