BLOG MENU:


Beat Shop, anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO?
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata


BLOG che SEGUO:



eimar
emmegi.75
Feda86
lorj
KillerCoke
maestron
quadriTINO
teo77
Zoso83


BOOKMARKS


BIG BOYS Cliff & Shadows Tribu
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Terminal Music Hall
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Cabaret - El Maestron
(da Arte e Cultura / Poesia )
Coro Voice in Progress
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
I ROCCAFORTE
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Un grande Liutaio
(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )
I Delfini
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
RED CADILLAC BAND
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
The Shadows Forum Italiano
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
BEPI & MARIA SHOW Cabaret
(da Teatro / Associazioni Teatrali a Padova )
GORDONBAND NOMADI
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
STARDUST
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
The Beatles
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Beatles fanclub
(da Musica / Cantanti e Musicisti )
Rickenbacker
(da Musica / Strumenti Musicali )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 23378 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Friday, May 19, 2006 - ore 07:20


The Beatles - The White Album - 1° parte
(categoria: " Musica e Canzoni ")



Pubblicato il 22 novembre 1968



1° PARTE

L’ennesimo capolavoro musicale dei Beatles. Ben trenta canzoni composte durante il loro soggiorno trascendentale in India, smistate in un doppio album dalla “fantomatica” copertina completamente bianca in netto contrasto con quella sgargiante e colorata di Sgt. Pepper’s.
Il producer George Martin avrebbe voluto farne un grande album singolo con al massimo 15 o 17 titoli, ma nessuno dei quattro Beatles, diventati ormai quattro grandi personalità separate tra loro, avrebbe ceduto per nulla al mondo terreno all’altro e quindi produssero questo“Doppio Bianco”, un album “epocale” che racchiude una vera orgia di suoni e di generi continuamente in contrasto fra di loro. Ma per i Beatles parlare di “genere” o di “epoca” resta per la maggior parte dei casi relativo e quindi immergersi nelle note del “White Album”, il concetto genere-tempo va senz’altro a decadere. Tuttavia per la prima volta, il baricentro Lennon-McCartney si sposta non trovando più un punto d’equilibrio, dimensionando l’album più come un lavoro di solisti che di gruppo. Ma è per la musica che il disco va giudicato e nonostante l’irregolarità e il contrasto di un’opera sghemba e irrisolta si racchiude il fascino irresistibile di trenta canzoni senza tempo.




Track list… 30 pezzi…!!!

BACK IN THE USSR (Paul)
Un trascinante Rock & Roll, tornato, in auge nel 1968 sottoforma di “amarcord” per i molteplici raduni delle star degli anni 50 in quel periodo.
Incredibile ma vero… se McCartney suona la chitarra solista in “Drive My Car” e “Taxman”, in “Back In The USSR”, suonò la batteria per un’estemporanea defezione di Ringo dopo uno screzio con gli altri tre. Ma la fretta di registrare era tanta e Paul alla fine decise di sostituire Ringo.

DEAR PRUDENCE (John)
Prudence, era la sorella di Mia Farrow, che in India se ne stava rintanata a meditare nella sua stanza senza mai uscire, ispirando Lennon a dedicarle una ballata stupenda nel quale John mette in evidenza la sua tecnica “finger picking” imparata in India da Donovan, anche lui presente tra la combriccola dei meditanti. C’è ancora Paul alla batteria.

GLASS ONION (John)
Letteralmente, “cipolla di vetro” . Uno dei pezzi “nonsense” di Lennon, con dei richiami ad alcune canzoni chiave del passato come “I’m the Walrus” o “The Fool On The Hill”, Strawberry Fields etc..

OB-LA-DI, OB-LA-DA (Paul)
L’orecchiabilità di questa canzone e perfino fastidiosa. All’ascolto mi sopraggiunge una leggera orticaria..se poi sento la versione in italiano cantata da “Dino” la cosa peggiora di molto... il testo faceva più o meno così: “Gianni fa le pizze e i tosti al superbar”…etc.. … orribile!!!

WILD HONEY PIE (Paul)
Uno stacco musicale cacofonico di una cinquantina di secondi , suonato con la chitarra, ad accordi discendenti di settima diminuita.
Si poteva benissimo escludere ma se all’ascolto del “White Album” mancasse questo stacchetto me ne accorgerei subito.

THE CONTINUING STORY OF BUNGALOW BILL (John)
Uno dei pezzi più brutti in assoluto di Lennon e di tutto l’album che a renderlo peggiore sono i cori di Yoko Ono , diventata ormai inseparabile da John in quel periodo. E pensare che l’introduzione di chitarra “flamenco” prometterebbe bene.

WHILE MY GUITAR GENTLY WEEPS (George)
Il capolavoro di Harrison per emotività e maturità compositiva ormai raggiunta. Entusiasmante e struggente ballata rinvigorita dalla chitarra solista di un sessionman d’eccezione, Eric Clapton.
Egli chiese a George: “ma che diranno gli altri tre?” George rispose: “Chi se ne frega! Il pezzo è mio”! Questo la dice lunga sul clima di anarchia che regnava durante quelle sessioni.

HAPPINESS IS A WARM GUN (John)
Pronto il riscatto di John con questo capolavoro di puro “rock lennoniano”diviso in tre parti. Il testo anche qui senza un particolare senso proviene da una pubblicità di un’armeria che diceva “la felicità è una pistola calda”. Pesantissimo il suono della chitarra distorta nell’assolo centrale e bellissimi i coretti di Paul e George nel finale. Uno dei migliori pezzi di tutto l’album. Con questa si conclude la faccia A del disco sempre parlando in termini di vinile.

MARTHA MY DEAR (Paul)
L’arpeggio saltellante iniziale di pianoforte, stempera un po’ l’atmosfera pesante lasciata dal pezzo precedente. Una bellissima ballata classicheggiante di Paul sullo stile anni 30. Più di qualcuno dei miei amici, ha dato il nome “Martha” alla figlia ispirandosi a questa canzone.

I’M SO TIRED (John)
Potrebbe essere “I’m Only Sleeping” Parte 2°, almeno per la sonnolenta atmosfera di questo pezzo cantato a nenia da John nel quale viene esasperato il senso dell’insofferenza e il desiderio di raggiungere una pace interiore. Alla fine del pezzo John pronuncia delle frasi incomprensibili che i soliti fantasiosi hanno interpretato come un messaggio riferito alla fantomatica morte di Paul.

BLACKBIRD (Paul)
La “perla” dell’album. Una gustosissima canzone di Paul, anche lui affascinato dallo stile chitarristico “finger picking”. Che altro potevano fare i Beatles in India senza gli strumenti elettrici? Avendo con sé le loro Martin D28 acustiche, raffinarono questa tecnica , che, come già detto, fu insegnata loro da Donovan. Nel suo ultimo album, Paul incide un pezzo molto simile a Blackbird.

PIGGIES (George)
Il secondo contributo di Harrison al disco, è questa canzone dal testo di carattere "misantropo" ma con un giro di accordi assai interessante. Nella stesura del testo Lennon si dichiarò autore di alcune strofe ma Harrison oltre a smentire, dichiarò che alcuni versi sono addirittura della madre.
Ripresa da George nel tour dei primi 90 con la band di Clapton.

ROCKY RACCOON (Paul)
Ricordo questo pezzo come la sigla di una trasmissione TV degli anni 70 delle anteprime dei film cinematografici. La musica e l’atmosfera sono indubbiamente country-western, con tanto di spinetta e violino blues-grass da saloon. Mancano sono gli spari… bellina comunque.
La includeremo nel repertorio se Manuel si deciderà di cantarla.

DON’T PASS ME BY (Ringo)
La simpatia che provo per Ringo è grande fino al momento in cui si mette a scrivere canzoni. Nella fattispecie, questo pezzo di natura country, sul quale Ringo girava intorno fin dal 1963, potrebbe essere degno di nota solo per il fatto che è il primo in assoluto scritto interamente da lui, ma come fascino e bellezza, siamo lontani anni luce dagli standard “Lennon-McCartney”. Farà meglio l’anno dopo con “Octopus’s Garden”.

WHY DON’T WE DO IT IN THE ROAD (Paul)
Una bruttura di Paul, nella quale partecipa alla registrazione il solo Ringo alla batteria mentre Paul, suona il piano e il basso. Il testo cantato “goffamente”, rispecchia il titolo del pezzo ripetuto in modo ossessivo per 16 volte con l’unica variante nella risoluzione, “No one will be wathcing us”.

I WILL (Paul)
McCartney alterna brutture come la traccia precedente, a meraviglie come questa dolce ballata acustica dedicata alla “futura” moglie Linda. Una curiosità: il basso è simulato con la bocca dallo stesso Paul, probabilmente tenendo il microfono molto vicino alle labbra.

JULIA (John)
Una stupenda ma triste ballata di John chiaramente dedicata alla madre Julia Stanley, morta nel 58 quando John aveva 18 anni. John suona la chitarra ancora in stile “finger picking”, con il capotasto mobile fissato sul secondo tasto.

FINE 1° PARTE.

Prossimamente le altre 13 tracce.





LEGGI I COMMENTI (4) PERMALINK