Si parlava di gusti in fatto di cocktail e di titoli ad effetto per conferenze. Mi diverto con i miei colleghi, mi manca chi ha levato le tende, ma volevo parlare d’altro: il grande racconto
Poppe all’aria ha guadagnato un bel secondo posto, le altre giurate, tutte
sgagie (Pierluigi dice così), lo hanno adorato (il racconto, non Pierluigi), mi aspettavo più perplessità, evviva le donne sgagie nelle giurie letterarie.
E mi vengono in mente due cose diverse, la mia mente a diagrammi di flusso:
la malizia che, per parafrasare un modo di dire, sta negli occhi degli adulti. Da piccola frequentavo una chiesetta vicino a casa. Andavo in pantaloncini d’estate, non era ancora tempo di crucciarsi delle cosciotte tornite giunoniche. Ero già alta e "sostanziosa", ma avevo dieci anni. Una sioretta bigotta bigotta

una volta mi avvicina alla fine di una funzione, celebrata dal nuovo cappellano, e mi dice:
Sai cara (dolce tesoro piccina ciccì coccò, non mi ricordo gli epiteti),
in chiesa bisogna venire vestiti in modo adeguato, mettiti magari una bella gonnellina al ginocchio, che sai, con questi pretini giovani... Me l’ha tirata ben più lunga, ma non è che mi ricordo il sermone, so solo che, a parte non capire bene il senso profondo di questo intervento (ovviamente, che ne sapevo io di "provocazioni" e "tentazioni"?

Avevo giocato a pallone fino a un’ora prima!),

mi sorse una domanda chiara e limpida che mi sono portata dietro per anni:
Ma se un pretino giovane decide di andare prete e fare il voto di castità, perché dev’essere qualcun altro che si deve coprire?.
Un po’ come la mia eterna domanda sul carbonio e la vita, che mi gira in testa da anni e ieri mi è stata parzialmente risolta al corso di astronomia:
Perché diamo così per scontato che la vita è legata al carbonio? e perché cerchiamo la vita dove c’è acqua? è così ovvio che la biologia terrestre regoli tutto l’universo?La domanda sui pretini giovani me l’ha risolta la vita col passar del tempo.

L’altra cosa che mi era venuta in mente prima affonda le radici in un’iniziativa di quest’anno per la festa della donna, a cui ho collaborato. Nel gruppo di lavoro -tutte donne- è intervenuto un uomo di quelli da ammirare, dalla cultura profonda e dalla creatività fervida e ci ha letto una sua riflessione sulle pari opportunità. Mi ha così spiegato benissimo quello che coglievo ma non riuscivo a razionalizzare: la parità vera si avrà quando una donna incompetente, corrotta, senza scrupoli potrà occupare gli stessi posti che occupano uomini incompetenti, corrotti e senza scrupoli.
Verissimo, è così semplice!
Oggi ho assistito a un episodio che ha affermato la possiblità di questa parità. Ho esultato, avrei dovuto indignarmi come fa indignare un uomo di potere quando fa quelle stesse cose, ma lasciando passare il tempo forse sarà all’ordine del giorno che uomini e donne di potere si comporteranno ugualmente, allora mi indignerò alla pari.
Per ora, dico
G R A A A A A A N D E !