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Saturday, May 20, 2006 - ore 11:14


Da Vinci Code
(categoria: " Cinema ")





E’ finalmente uscito il codice, tratto dal libro di D Brown.
Sinceramente mi e’ piaciuto, aveva un buon ritmo, argomento interessante, un po’ grezzo come scrittura, ma decisamente piacevole.

Chiaramente il film non potra’ mai eguagliare il libro, ma voglio vederlo per quello che e’... ossia un film ollivudiano da 100milioni di dollari.

Son curioso, soprattutto perche’ ora tutti diventano dei critici cinematografici, non gli basta essere critici letterari....
ahahahah

ma sukate !!!







alcuni stralci di recensioni


E giusto per essere chiari fin dall’inizio, non siamo tra quelli che stanno giudicando l’opera per il suo contenuto "peccaminoso" né tantomeno siamo tra coloro che hanno bollato il romanzo in questione semplicemente come spazzatura, anzi ci eravamo divertiti e appassionati a seguire le avventure al limite dell’incredibile di Robert Langdon, in una vicenda ricca di mistero e pathos. E sono proprio questi gli elementi che mancano invece a questo adattamento cinematografico, una versione in celluloide molto fedele al racconto di Brown ma priva di passione e di ritmo.

Forse il caso "fanta-religioso" creato intorno al film, l’aura scandalosa che lo ha avvolto fin dal primo giorno delle riprese, ha fatto dimenticare ai suoi autori la vera natura dell’opera, ovvero quella di un racconto che prima ancora di far discutere ha fatto appassionare decine e decine di milioni di lettori.

Se aggiungiamo a quanto sopra alcune sequenze dalle scelte registiche a dir poco imbarazzanti (la sequenza verità in cui ci lascia Rémy e si scopre l’identità del "maestro" può andar bene in un TV-movie, ma di certo non in una produzione da oltre cento milioni di dollari), è evidente che il tallone d’achille in questo ensemble è proprio il direttore d’orchestra, colpevole anche, o forse soprattutto, di non aver saputo guidare con autorevolezza l’ottimo cast di attori a sua disposizione: in particolare i due protagonisti Tom Hanks e Audrey Tautou mancano di alchimia o di una anche minima parvenza di consapevolezza di quello che gli sta succendendo intorno, sembra avvolgerli quasi un senso di apatia, una sensazione in cui lo spettatore non potrà che ritrovarsi ma che appare sicuramente fuori luogo nel caso di personaggi coinvolti nella più grande cospirazione della storia dell’umanità.




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