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Wednesday, May 24, 2006 - ore 16:06
24 MAGGIO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
LA LEGGENDA DEL PIAVE
Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio:
lesercito marciava per raggiunger la frontiera
e far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
Sudiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar dellonde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
Il Piave mormorò: «Non passa lo straniero!».
Ma in una notte triste si parlò di tradimento
e il Piave udiva lira e lo sgomento.
Ahi, quanta gente ha vista venir giù, lasciar il tetto,
per lonta consumata a Caporetto!
Profughi ovunque dal lontani monti,
venivano a gremir tutti i suoi ponti.
Sudiva allor dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de londe.
Come un singhiozzo in quellautunno nero
il Piave mormorò: «Ritorna lo straniero!»
E ritornò il nemico per lorgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame,
vedea il piano aprico di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora!
No, disse il Piave, no dissero i fanti,
mai più il nemico faccia un passo avanti!
Si vide il Piave rigonfiar le sponde
e come i fanti combattevan londe.
Sul patrio suolo del nemico altero,
il Piave mormorò: «Indietro va, straniero!»
Indietreggiò il nemico fino a Trieste, fino a Trento
e La Vittoria sciolse lali al vento!
Fu sacro il patto antico, fra le schiere furon visti
risorgere Oberdan, Sauro e Battisti!
Infranse alfin litalico valore
le forche e larmi dellimpiccatore!
Sicure lAlpi, libere le sponde
e tacque il Piave si placaron londe.
Sul Patrio suolo vinti i torvi Imperi,
la pace non trovò né oppressi, né stranieri.
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