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Friday, May 26, 2006 - ore 14:47
Strange how...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Strano come non ti ricordi mai di Venezia, quando ci torni. E’ come un errore gratuito, o un tic fisiologico. Ci torni - senza cartina - e ricordi che i Veneziani sono strani. Che, oltre a progettare una città sull’acqua a forma di pesce e a girare per strada col naso all’insù (una redenzione teologico-urbanistica dovuta alle strette calli della città?), oltre a questo, dicevo, amano visceralmente perdersi. E fare casino. E’ evidente. Venezia è costruita sulle fondamenta dei ricordi e della follia.

E così, appena posato piede sul lasticato grigio delle calli venziane, sei perduto: mezzo arrabbiato perchè hai sbagliato strada per la sesta volta e mezzo felice perchè sei in un posto così speciale. E vorresti trovare la strada perdendoti.

Venezia è una città che vuole non volere. Lo si vede da un sacco di piccole cose. Lo vedi negli occhi dei negozianti consci del loro privilegio di operare nella città piu bella del mondo(e di praticare prezzi da applicazione della sharìa: mutilazione delle mani) ma che scambierebbero lo zucchero a velo dei prorpi dolci con l’antrace, alla terza richiesta di informazioni in cinque minuti. Lo vedi nei palazzi, orgogliosi e quasi prepotenti nelle loro bianche facciate smerigliate dall’acqua, ma stanche e corrose dal muschio e dalle mareggiate alla base. Lo vedi, ovviamente, nei Veneziani, che odiano i vaporetti, i ponti, i turisti e l’acqua come un allergico può odiare un campo in fiore, ma basta una vista della Salute al tramonto che si riappacificano sul mondo, sospirando dai loro balconi.

Lo si vede anche dai numeri civici. Cerchi Campo San Polo numero 2162 e scorpi che, incredibilmente, due edifici attigui passano dal 2156 al 2178. Dopo mezz’ora scoprirai che il posto che cercavi è in un vicolo dall’altra parte della piazza. E lo vedi anche nella calma composta della segretaria dell’ordine dei giornalisti, che ti spiega che, oltre a pagare 400 euro per far scrivere il tuo nome nell’albo dei pubblicisti, devi anche rifare le milioni di carte necessarie che gli stavi portando dlal’altra parte del Veneto perchè "si erano spiegati male". Ma tanto lei è tranquilla... vive a Venezia.

E così, tornando da quel posto un po’ magico un po’ maledetto, non ti accorgi neanche, in centro a Vicenza, di incontrare dopo anni una ragazza per cui appena cinque anni fa avresti fatto tutto e il contrario di tutto (e, forse, in effetti lo hai fatto). E la trovi cambiata, meno bella di prima, ma ti dà comunque un sussulto. Non si interessa molto di te... come allora. E ti saluta dandoti la mano, con una specie di batti cinque, prima di involarsi giù per la strada alla ricerca di un tram.

E tu non ti sei accorto di niente. E ti domandi se te ne frega davvero qualcosa. Tanto, vuoi non volere. Ma in centro a Vicenza non ci si perde poi così bene.
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