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Saturday, May 27, 2006 - ore 08:10



(categoria: " Vita Quotidiana ")




Lo scopo di questo post è quello di rendere giustizia a una
generazione,
quella di noi nati a cavallo tra anni 70 ed 80 (anno più, anno meno),
quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori
valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50
anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi
Mondiali di
Italia ’90.
Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che non abbiamo
ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di
quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo
Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante
quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno
glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
altare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati
ai
parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo
indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con
bande
bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca
le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 31 ottobre era la vigilia dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stati gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
per
Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo
riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e Duran duran, via verdi, con Linus in tv a superclassifica show.e
imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha
visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il
muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria
nella
Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli
della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo,
Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi
dall’Italia,
senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un
11
di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik
Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con
Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline
di
zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con
Crystal Ball ci puoi giocare"), delle sorprese del Mulino Bianco, dei
mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Voltrons, Magnum
P.I., Holly
e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella,
He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le
Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con
l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.
La generazione che si ricordano l’Italia Mondiale ’82, e che ci viene
un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di
quest’anno è la favorita.
Quelli delle figurine Panini, calciatori ,e natura .
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15
giorni.
L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile
credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture,
senza seggiolini speciali e senza
air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da
lasse turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con
chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né
protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro
con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non
c’erano
i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
spallacci
mbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite
uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e
nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola,
osa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la
spassavamo
tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto;
bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non
imbottigliata,
che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per
toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello
della verità, non in una chat dicendo Abbiamo avuto libertà,
fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere
con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
Hai avuto la fortuna di crescere
come bambini.


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