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Sunday, May 28, 2006 - ore 17:29
L’ala e lo stopper ovvero critica alla ragion narrativa
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Tra gli spritzini secondo me c’è l’abitudine diffusa a fare post di respiro letterario pure per parlare di Moggi (chi di dovere mi perdonerà

) o di altre cose molto terra terra. A questo punto pur io mi dedico in fior di metafora ad esprimere un concetto che si riassumerebbe in 4 parole, ma con le note che l’autore stesso avrebbe fatto a questo post se l’avesse scritto qualcun altro tra parentesi quadre...
Jean Paule Sartre [inizio scoppiettante proprio: già qui se fossimo davanti a una tv lo spettatore avrebbe preso in mano il telecomando]
da fine intellettuale qual’era parlava di ateismo e nausea dell’essere nei suoi testi, ma trovò anche il modo di esplicitare la sua opinione sul calcio come metafora della vita. [grazie al cazzo zio santuzzo, fosse stato l’unico...].
Trovo avesse ragione, e con i normotipi del calcio si possano fissare tratti salienti molto caratterizzanti. Non mi soffermerò sulla solitudine epica e maledetta del portiere, [ah, il barcone di Kipling con il ponte lustro e luccicante… -questa la spiego su richiesta-]
sulla gloria eterna e la frustrazione riservata al centravanti, ne tantomeno sull’ingrata missione del mediano tanto cara al Ligabue [al, così sembra che parlo del pittore del ‘200 e fa ancora più aulico]
ma su due ruoli altrettanto affascinanti: l’ala e lo stopper.

L’ ala vanitosa e tecnica spesso gioca per la sua soddisfazione. Badate bene [chiamare per nome lo spettatore, quale fastidioso rimasuglio di captatio benevolentiae!],
non per se, per la sua soddisfazione: il che significa che l’ala non è il tipico regista innamorato del pallone, egoista ed individualista. L’ ala crossa per il piacere del gesto. L’ala però spesso è indolente, pigra, vanitosa. Si specchia nella sua tecnica e non ama essere criticata. Lo stopper ha pure lui la sua vocazione. [il misticismo non manca mai…]
Non solo distruggere quanto gli altri fanno, ma proteggere quello a cui tieni. Lo stopper può mancare di tecnica e può mancare di tattica, semplicemente perché non sono compiti suoi, ma non mancherà mai di gambe e di cuore. Ne di ironia… il guasconcello alla Cannavaro ora mi viene in mente.

In sostanza, l’ ala e lo stopper hanno vocazioni e hanno fatto scelte diverse, ma nell’ equilibrio di una squadra sono entrambi necessari. Sarebbe bello riuscissero a convivere senza entrare in conflitto [e senza che il rompicoglioni dello stopper commenti alla cazzo]
perché, come in tutte le cose, l’ armonia è il miglior modo di ottenere un risultato, sia esso anche una birra insieme dopo la partita. [il finale da Cristina d’Avena –a volte c’è qualcosa che non va ma con gli amici si risolve tutto, da Fivelandia 7-, un altro must].
Salvo inevitabili errori ortografici spero di aver reso l’idea, in origine il messaggio del post era molto semplice. Tipo "Cerchiamo di non romperci vicendevolmente le palle!", e la critica sui post “Harmony” mi è venuta strada facendo. Pure lo foto vintage... potevano essere due qualsiasi invece, toh: Garrincha e Burgnich, nella sua immagine più bella. Vi ho emozionato a badilate eh? Chissà chi sono poi sto ala e sto stopper...

Mò vi iscrivete numerosi al fans club vero?
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