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Sunday, May 28, 2006 - ore 19:13


White album 2° parte
(categoria: " Vita Quotidiana ")


White Album 1° Parte



BIRTHAY (Paul)
Il secondo disco del White Album, vinile o cd che sia, apre con questa canzone alquanto "festaiola" basata su un giro di accordi blues con un riff di chitarra molto orecchiabile che si imprime nella memoria già dopo il primo ascolto.
Il ritmo e la potenza del pezzo diventa sempre più incalzante all’inciso dopo il lungo break di batteria .
Paul ha re-inciso la canzone e ne ha fatto un live- single nell’occasione del tour dei primi anni 90. Non è tra i miei pezzi preferiti.

YER BLUES (John)
Un tremendo blues in 6/8 prodotto dalla vena rock più aspra di John.
In suoni durissimi delle chitarre e del basso appesantiscono notevolmente l’atmosfera del pezzo. Strabiliante il passaggio in SOL/SI nella risoluzione, con la chitarra che esegue un fraseggio discendente che da una sensazione di "mozzafiato". Tuttavia i due assolo di chitarra finali nel cambio di tempo tra il 6/8 e i 2/4, ad opera di Lennon, sono abbastanza semplici, direi quasi buttati là senza particolare studio. Memorabili invece gli assolo di Clapton nelle versioni live di "Yer Blues".

MOTHER NATURE SON (Paul)
Un’ altra di quelle stupende ballate di Paul con giochi di chitarra acustica costruiti intorno all’accordo di RE maggiore . L’intro ricorda vagamente l’arpeggio iniziale di "Michelle". Emozionante l’inciso dove Paul canta, con stile jazzistico, incastrando la voce con le note dell’arpeggio di chitarra su una sequenza di accordi discendente. Semplicemente fantastica!

EVERYBODY’S GOT SOMETHING TO HIDE EXCEPT ME AND MY MONKEY. (John)
Canzone frenetica e bizzarra di John soprattutto per il titolo che porta: “tutti hanno qualcosa da nascondere tranne me e la mia scimmia”. Il titolo più lungo di tutta la produzione dei Beatles. Il testo della canzone invece è un attacco ironico di John alla stampa inglese per la cattiva accoglienza riservata all’ormai onnipresente in studio Yoko Ono.

SEXY SADIE (John)
Scritta da John poco prima di lasciare l’India. È un attacco al limite della querela indirizzata al “Maharishi”, il santone indiano del quale John rimase profondamente deluso per il fatto che questo sinistro personaggio sembrava più interessato alle “grazie” delle mogli e amiche, che a insegnare meditazione. John non esita ad appellarlo “buffone” e “cialtrone” cosa probabilmente vera.

HELTER SKELTER (Paul)
“Heavy metal” a tutti gli effetti. Ho letto da qualche parte che Jimmy Page dei Led Zeppelin avesse partecipato alla sessione di registrazione di questo pezzo in veste di session-man, ma la cosa a me risulta improbabile per il fatto che gli assolo di chitarra non sono certo nello stile di Page.
Alla fine del pezzo, dopo la dissolvenza, c’è una coda prelevata da una lunga versione alternativa di Helter Skelter della quale Ringo esausto, urla a squarciagola: “I’ve got blisters on my finger”!!! (ho le vesciche alle dita). Da segnalare l’ottima versione degli U2 di qualche anno fa, dove tutti pensavano fosse in loro pezzo. Ripresa coraggiosamente da Paul nel suo ultimo tour, egli si riappropria del pezzo con la stessa grinta dell’originale.

LONG, LONG, LONG, George)
Credo sia la canzone più sconosciuta di George con i Beatles. Una struggente ballata “semiacustica” cantata delicatamente da George che si conclude con un grido “fantasmatico” emesso dallo stesso.

REVOLUTION 1 (John)
Con questo pezzo John da inizio alla sua attività politica. La versione dell’album e sostanzialmente differente da quella più famosa e rockeggiante del 45 giri. Questa è più lenta e più morbida, ed oltre avere i coretti di George e Paul, si differenzia per il testo.
L’esclamazione che all’inizio dice: “Take eight!” è prodotta da uno dei tecnici che dall’interfono dello studio annunciava la “registrazione numero otto” senza accorgersi che il pezzo era già cominciato. Un “incidente” volutamente inserito da John nel missaggio finale.

HONEY PIE (Paul)
Una canzoncina “jazzata” in stile anni 20. Personalmente la trovo abbastanza insulsa. Nel “recitativo” all’inizio della canzone, la voce di Paul sembra esca da un grammofono, con il classico “click” della puntina che sfrega sul disco.

SAVOY TRUFFLE (George)
Il testo della canzone, fu copiato pari passo da un’etichetta di una scatola di cioccolatini dalla quale il suo ormai inseparabile amico Eric Clapton, attingeva con una certa voracità.
Il ritmo e il timbro dei sassofoni, registrati con il microfono all’interno della tromba degli stessi, ne fa un interessante pezzo funky – soul. Mai più ripresa da Harrison nei live.

CRY BABY CRY (John)
Una delle mie ballate preferite di Lennon anche se l’autore qualche anno più tardo la ripudiò dicendo che la canzone era “spazzatura”. Giudizio troppo severo a mio avviso. In realtà la canzone dal gusto psichedelico, ha un bellissimo giro di accordi, specialmente la sequenza discendente su un solo accordo di Mim nell’inciso. Carino l’effetto “flangiato” sul piano e la voce all’inizio.

REVOLUTION 9 (John)
Più che una traccia musicale, è un collage di “tape loop” fatto di suoni, rumori e voci senza senso di chiara marca avanguardista che probabilmente andava di moda nel 68 e che piaceva tanto a Lennon. Non credo sia un pezzo da ascoltare più di una o due volte… In quel periodo, John e Yoko Ono, pubblicarono addirittura un album dal titolo “Two Virgins”, con la famosa copertina che li ritraeva ambedue nudi e che conteneva questo concetto di canzoni. Vero “ciarpame alla John Cage” divenuto inevitabilmente amico dei due.

GOOD NIGHT (John, canta Ringo)
Collocata proprio alla fine dell’album, Good Night è una dolce ninna nanna scritta da John per la voce di Ringo. Bel giro di accordi e grande orchestrazione di Martin. Tuttavia è po’ atipica per lo stile di John da far pensare che il pezzo fosse più di Paul. Finale con “rap”che augura a tutti i bimbi la buonanotte.


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