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Thursday, June 01, 2006 - ore 19:49
E vabbeh, e allora...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Gerusalemme, 1 giu . (Aki/Ign) - Condannato a morte per eccesso di parolacce. Questa la sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti dun parrocchetto colpevole di imprecare in continuazione.
Il proprietario, disperato per le parolacce che uscivano dal becco dellanimale, era pronto a dar seguito alla sentenza quandè intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. Il mio paziente - ha spiegato il medico - ha consultato un rabbino che ha deciso che il parrocchetto doveva essere ucciso dal momento che peccava e induceva altri a peccare. I figli del proprietario, infatti, erano influenzati dalle parolacce che il volatile strillava in continuazione.
Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere, ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa non si è comportato meglio e le sue imprecazioni hanno cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano lo studio. Disperato, il medico ha quindi consultato un altro rabbino, Meir Mazuz, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo, con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, lanimale deve essere macellato.
Di nuovo, tuttavia, Zarif sè rifiutato, pressato anche dalla moglie che nel frattempo ha minacciato di divorziare se il medico avesse fatto eseguire la sentenza capitale. Questultimo lancia dunque un appello: Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a unaltra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, loro possono tenerlo lontano dai bambini.
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