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Vitto, 5 anni
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Wednesday, January 07, 2004 - ore 19:04



(categoria: " Vita Quotidiana ")


L'altro giorno son stata a sciare in Alto Adige, a Sesto, o Sexten, che dir si voglia.
Per l'ennesima volta, varcato il confine tra Veneto e provincia di Bolzano, mi son trovata in un mondo diverso, totalmente estraneo.

Nel 1918, seguendo il principio della necessità dell'identità tra confini naturali e confini statali, l'esercito italiano occupò, oltre a Trento e Trieste, abitate da italiani, anche Bolzano, capoluogo del Sud Tirolo, città austriaca da sempre, al solo scopo di portare il confine al Brennero.

Da quel giorno son nate un'infinità di recriminazioni da parte della popolazione tedesca costretta a vivere in territorio "italiano".
Le tensioni furono esasperate all'epoca del fascismo, subito dopo la guerra, con i riterati tentativi di italianizzazione della cultura e delle istituzioni altoatesine da parte del governo Mussolini.

negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, soprattutto negli anni sessanta, si sviluppò un efferato terrorismo contro istituzioni pubbliche e strutture statali.
Lo scopo era quello di ottenere l'indipendenza dall'Italia.
Si decise di tacitare quella che stava diventando una rivolta popolare vera e propria, fondendosi coi vari gruppi terroristici di destra e sinistra presenti nel resto del paese, con una pioggia di contributi speciali pari solo a quelli indirizzati al sud per il rilancio delle attività produttive.

Una pioggia di miliardi (di euro) cadde sulla regione, cosentendo il rilancio soprattutto di agricoltura e turismo, e l'ottenimento di tutta una serie di privilegi che al giorno d'oggi, a distanza di anni, son ancora intatti.

Un ragazzo che si diplomi all'istituto agrario di Bolzano e decida di mettere su una sua azienda agricola, la regione affida a fondo perduto 25000 euro e un appezzamento di terreno demaniale.
Un imprenditore che decida di aprire un albergo, si vede finanziare dalle banche a tasso zero la costruzione dell'immobile (gli interessi bancari li paga lo stato)...e così via...

Mi chiedo il senso di questo sacrificio.
Sacrificio che tocca a noi tutti, cittadini italiani, in quanto ogni anno 2-3 miliardi di euri escono dalle casse pubbliche per finanziare la provincia autonoma di Bolzano, opulenta e infinitamente più sviluppata che, per esempio, la provincia di Belluno, e che nonostante tutte queste prebende che riceve dallo stato italiano a tutt'oggi rifiuta di cancellare le norme discriminatorie per i lavoratori di lingua italiana

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