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Saturday, June 03, 2006 - ore 09:22


Ordinazioni Presbiterali
(categoria: " Vita Quotidiana ")


AUGURIO
"Quella splendida pazzia di farsi sacerdote nell’era del Codice da Vinci"

di don Marco Pozza

da Il Corriere del Veneto, 1 giugno 2006

Un antichissimo inno inonderà di commozione domenica 5 giugno 2006 le navate della Cattedrale di Padova: “Tu es sacerdos in aeternum” (“Tu sei sacerdote in eterno”). Verrà intonato per Alessandro, Stefano, Davide, Nicola, Gianluca, Federico, Giulio e Mauro. Otto ragazzi che nell’anno 2006 osano controfirmare una “pazzia”: saranno ordinati sacerdoti. Sacerdoti! Proprio come in quel lontano Giovedì Santo, al pari di Simone, Giacomo di Zebedeo, Giovanni, Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota.
Ragionate, ragazzi! E’ una “pazzia” il passo che state per compiere. Perché il mondo, specchiandosi nella fede, vive uno stato di ebbrezza confusionale. Ed è scontato…finchè conquista di più Il Codice da Vinci che la storia di Gesù di Nazareth. Finchè la Bibbia più famosa è quella di Giobbe Covatta, non quella ispirata dallo Spirito Santo. Finchè il Vangelo più affascinante è Il Vangelo di Giuda, non quello di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Finchè la verità è nel blog di Beppe Grillo, non nel blog di Colui che ha detto: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”. Finchè l’esodo più famoso è quello di ferragosto e non più quello dell’antico popolo di Israele. Finchè il confessionale più attraente non è quello in cui Cristo fa scendere la sua misericordia, ma quello insulso e ignobile del “Grande Fratello”. Finchè il sex appel più ricercato è quello corporeo di Magda Gomez e non la delicatezza di Maria di Nazareth.



Capisci? Stato di ebbrezza confusionale anche negli incroci della vita. E proprio qui – paradosso di una scommessa nettamente divina - si giocherà il vostro (e il nostro) ministero di preti!
Domenica le campane suoneranno a festa, i propositi si sprecheranno, le parrocchie si vestiranno come per le occasioni speciali. Lunedì all’alba, a fari spenti, inizierà la sfida. E guardandovi allo specchio, con le mani ancora profumate dell’olio santo, scoprirete che siete voi gli uomini che ha creato il Giovedì Santo: loro erano i primi preti, voi siete gli ultimi. Ma è tutto tremendamente uguale perchè mai come oggi noi preti figuriamo come una sorprendente stonatura. Non più privilegi umani: la castità, la solitudine, più spesso l’odio, lo scherno e, soprattutto, l’indifferenza di una società che sembra non aver più posto per noi: ecco la bella parte che ci siamo scelti. Ma non dobbiamo impressionarci per i problemi, per le difficoltà, per i dubbi che il mondo ci scaraventa addosso. “Beati i piedi di coloro che sui monti annunciano la pace” – recita un antichissimo salmo.



Davanti ad un’officina leggo: “Rivenditore autorizzato Mercedes”. Se stanotte potessi scarabocchiare la cattedrale, avrei pronta la scritta da porvi: “Rivenditore autorizzato della follia del Signore”. E mi piacerebbe lo attaccaste nelle chiese dove il Vescovo vi chiederà di “giocare” il vostro sacerdozio. Che bello pensare che la Parrocchia è il luogo dove si fa “memoria eversiva” della parola di Dio, dove i figli chiedono il Pane e voi lo spezzate per loro, dove dimostrate che i tempi sono duri ma anche straordinariamente intensi.
Due anni di faticoso sacerdozio mi son serviti per capire la mia identità. Io, don Marco, sono un buono a nulla. Un buono a nulla, ma capace di tutto, perché consapevole che, quanto più ci si abbandona in Dio, tanto più si riesce a migliorare la gente che ci sta attorno.
Perchè il sacerdozio è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio. Si, perchè se ti chiama, vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c’è dubbio. Uno stupore generale.
A te, non aveva mai pensato nessuno? Lui si! E davanti ai microfoni della storia ti affida un compito che solo tu puoi svolgere. Tu e non altri. Un compito su misura...per lui. Si, per lui, non per te. Più che una missione, sembra una scommessa . Una scommessa sulla tua povertà. Ha scritto "T’amo" sulla roccia – come dice Tonino Bello! Sulla roccia, non sulla sabbia come nelle vecchie canzoni. E accanto ci ha messo il tuo nome. Forse l’ha segnato di notte. Nella tua notte. Non ha importanza!
Puoi dire a tutti: non si è vergognato di me!
E io mi commuovo. Senza vergogna alcuna!

BUON CAMMINO!
Un confratello sacerdote



PROMEMORIA

"La ricerca di Dio attraverso l’incontro con l’uomo"


A colloquio con Giulio Andreotti, senatore a vita Conduce la serata don Marco Pozza

Chiesa Parrocchiale di Sacra Famiglia
Lunedì 5 giugno 2006 ore 20.30


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