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Monday, June 05, 2006 - ore 18:49
Doppino malefico
(categoria: " Pensieri ")
Provvidenziale quanto inaspettato malfunzionamento della linea. No, non sto scomodando la Provvidenza di Manzoni, di religione ce nè pure troppa da vomitare in faccia al mondo con atti sgarbati, con una bella facciotta alla ricerca di pagine di giornale. Meglio una Provvidenza di Verga, una Provvidenza che però torna a riva, maturata dai giorni in mezzo alla tempesta.
Capita che un compagno radicale mi dica che cè un articolo sulledizione locale di uno dei più grandi quotidiani nazionali che merita due secondi del mio tempo. Vado a comprare il Corriere e ci vedo citato un mio intervento in un blog altrui. Pensa un po. E non è un commento, che so, ad un amico, ad una sconosciuta, qualche battibecco con Selvaggia, no. Un commento al blog di un prete. Il qual prete è stato battezzato don Spritz. Non so da chi. Io in piazza ci vado, conosco ogni ciottolo di piazza della frutta e di piazza delle erbe, ogni sampietrino del ghetto, ma nulla, nel territorio "sacro", perdonerete il gioco di parole, allo spritz questo "don" non lho mai visto. Ed a quanto si può carpire dal suo blog, lultima volta che si è diretto in ghetto leffetto è stato il romanzare, quasi fosse una parabola evangelica, il racconto del suo incontro con un "bullo" che gli ha spontaneamente consegnato, dietro richiesta, i suoi orecchini.
Per un attimo ci ho riso sopra, specie per le battute nate a mo di titolo di giornale, tipo "il prete come le gazze" nate da altri lettori, con il passare del tempo la cosa delude. Non diventa preoccupante, figuriamoci se mi preoccupa ciò che un semplice uomo, in tonaca o meno, fa della propria vita. Questo signore, però, dallalto del suo ruolo si permette di citare in continuazione le medesime missive inviategli e, tra la schiera di chi lo sprona a continuare, cè chi sostiene addirittura che chi critica il suo operato abbia dei seri problemi con la propria coscienza.
Il procedimento però, per analogia, vale anche in senso contrario. Ammetto i miei problemi con la mia coscienza, sempre meno disposta a credere in qualcosa di ultraterreno, infatti, visto ciò che alcuni ministri di esso combinano in terra. E questa sera non sarò a vedere colui che da questo Stato ha già percepito tanti soldini (che non immagino, mi spiace per il sacerdote, nascosti nella sua gobba), e considero una delle rovine di questa nazione, uno dei simboli del suo decadimento.
Non ci andrò, primo perché la fede del senatore a vita è solo una questione personale, secondo perché a Padova ci sono altre cose da fare, decisamente più invitanti che alimentare la popolarità di alcune persone, che si dovrebbero dare, forse, ad un reality show. Funziona, eh.
Perché sentirsi bersagliati e criticati quando si portano come Esempi, con la "E" maiuscola, Pantani ed Andreotti, scusa, caro sacerdote, è normale e pacifico.
Per fortuna esistono anche le cose belle. Ad esempio il primo compleanno della Golena, dove più di duemila persone hanno affrontato il diluvio ed i conseguenti problemi da esso derivati per una festa di Medicina diversa rispetto alle precedenti edizioni. O un venerdì con tutta la Padova notturna allo Spaccone, dove rivedere facce note perse di vista fino a mattina.
E, soprattutto, un sabato notte nella splendida cornice dei "Cavalli" a Mogliano, dove manca solo Jerry Calà con un pianoforte per emulare "Vacanze di Natale".. una notte per festeggiare il compleanno di un caro amico. Qualche bicchiere di troppo, una lunga notte piena di bella gente da far commuovere, con una
We need more people che ha fatto spuntare qualche lacrima, nel vedere tanta gente radunata intorno ad un gruppo che sboccia e, soprattutto, al loro batterista felice come mai lo avevo visto prima. Ed il tutto culmina, come spesso accade, davanti ad una birra la domenica sera al Greenwich, mentre un quasi astemio Herman Medrano fa il suo show al meglio, tanto da non aver nemmeno voglia di uscire per una sigaretta. Una stagione varrà sempre sei anni di vita, se sette giorni si trasformano in quindici.
Perché un adulto non dovrebbe andare pazzo per qualcosa?
No! Devi metterti un secchio in testa.
E se non lo fai la gente si sente in diritto di dirti quello che vuole: che sei un immaturo, un idiota, che tua conversazione è banale e noiosa, che non riesci a esprimere i tuoi bisogni emotivi, a relazionarti con i tuoi figli. E alla fine morirai, triste e solo.
Ma alla fine, che diavolo, anche una nuvola di pioggia ha i suoi contorni dargentoLho sempre detto che Nick Hornby è un genio.
PLASTIC R3VOLV3R - CLUB11
Oggi, le strade, non sono le stesse
Pedine frenetiche avvelenate
Da un gioco di società
Gli sguardi sfuggenti di plastica
E cemento che soffoca
Ma io mi trasformo in un ombra
E osservo dai limiti
Tu non sorridi abbastanza, te l’hanno detto già
Che tu non dormi bene, te l’hanno detto già
Tu, non tu, vuoi non tu
Stanotte con la mia plastic r3volv3r
Sparo agli incubi, fuori e dentro e nel cielo
cerco gli occhi di una stella che mi illusioni un po’
senza chiedere in cambio nulla
Ma cos’è, ma cos’è
Pensieri distorti o solo mente che cigola
Il sole ti acceca, ti abbaglia ed oggi vorresti le nuvole
Anche se poi sembra strano e te lo tieni per te
Tu non sorridi abbastanza, te l’hanno detto già
Che tu non dormi bene, te l’hanno detto già
Tu, non tu, vuoi non tu
Stanotte con una plastic r3volv3r
Sparo agli incubi, fuori e dentro e nel cielo
cerco gli occhi di una stella che mi illusioni un po’
senza chiedere in cambio nulla
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