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Thursday, January 08, 2004 - ore 13:02
DA NN PERDERE
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Capisco benissimo che possa non interessavi di leggere la storia qui sotto: ma a me ha fatto ridere, quindi perdete pure quel minuto per leggerla!!
"Giā che ci sono vi narro un piccolo aneddoto che mi ha visto protagonista sabato scorso, Adriano č giā stato tempestivamente aggiornato. Ero in quel negozio a finire il murale, per l'occasione era venuto a darmi una manina mi' pa', quando verso le 13,00 mi ha fatto presente che aveva una fame da orco, e quindi abbiamo deciso di staccare.
Destinazione: dal *******, l'altro caposaldo labronico di pizza e TORTA. Cerco di farvela breve, ma dovete sapere che il ******* č un locale abbastanza angvsto.
Avendo le mani smerdate di ogni genere di vernice, ho chiesto gentilmente alla tortaia se era possibile usufruire di un bagno, e mi ha fatto accomodare nel retro, dove c'č uno stanzino piccolo come un ascensore, comprensivo di lavandino e tazza del cesso.
Quindi mi lavo le manine affaticate quando, d'un tratto, mi si presenta lo strizzone: sento l'ampolla rettale che reclama l'espulsione immediata di poderosi fecalomi, per cui mi dico, beh, se faccio veloce capace non si accorgono nemmeno che ho cacato, e crederanno che mi sono soltanto lavato le mani.
Metto in atto il mio piano diabolico abbassandomi mutande e pantaloni, ma siccome non mi giovavo nemmeno morto a sedermi su quella tazza lurida e assolutamente non adatta al mio rango, ci salgo coi piedi, come se fosse alla turca.
La tazza balla un po', ma l'urgenza me la fa classificare come stabile.
Ragazzi, espello tre stronzoli parevano l'U-BOOT, uno dietro l'altro, ma il tempo stringe e non posso permettermi il lusso di contemplare la mia opera; senza contare il fetore dilagante. Bene, faccio per scendere dal cesso e pulirmi, quando si verifica il DISASTRO. Sbilanciata, la tazza si stacca da terra e cade sul fianco sinistro, con uno schianto terrificante FRANTUMANDOSI IN UN MILIARDO DI SCHEGGE IMPAZZITE! LAGO DI PISCIO E LIQUAMI, I TRE STRONZOLI CHE NAVIGAVANO VERSO L'USCITA, VERSO LA LIBERTA' COME GIGANTESCHE SANGUISUGHE, SCHEGGE DI CERAMICA DA TUTTE LE PARTI!
Terrorizzato, coi pantaloni alle caviglie, il cazzo di fuori, le palle ciondoloni e il culo merdoso, guardo la scena in pieno panico. Afferro d'istinto lo spazzolone (lo scatizzolamerda) per cercare di arginare la catastrofe, e riconduco i tre navigli marroni verso il foro di scarico, e da lė gių, nell'abisso. Ma vinto nell'orgoglio e nel decoro, alla vista del liquame mi vedo costretto a chiamare la signora tortaia:
- Mi scusi, ma credo di aver fatto un dannetto...
- Cos'č successo?
- Ho rotto la tazza.
(silenzio)
- ...O COS'HAI FATTO?
Nel frattempo il ******* si č riempito di clienti, che ovviamente sono coinvolti nella scena. Ragazzi e RAGAZZE giovani, che vedono ME uscire dal cesso con le scarpe merdose, il tortaio inanellare una salva di moccoli assiri, prendere un cencio per arginare il bottino che stava finendo nei locali della cucina. Puzzo, sudiciume, troiai a giro e porta bloccata dalle schegge.
Comunque io avevo la torta da mangiare, il mi' babbo aveva giā quasi finito la pizza, una birretta e via.
Tutto č bene quel che finisce bene."
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