BLOG MENU:



fresh77, 32 anni
spritzino di origine controllata
CHE FACCIO? vedo posti, conosco gente, faccio cose
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


chinaski77
paolo
stefano

misia



toime



IL BLOG DI FOSCO



noel



sweetwine



marzietta*



grezzo



freng0



megghy_meg



spiaggia



la Caciotta



BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 11378 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Wednesday, June 07, 2006 - ore 13:53


L’albero
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Andrea adorava quell’albero, lo considerava "il suo" albero. Erano due le cose che gli piacevano più di tutte: tirar calci a un pallone e arrampicarsi sul "suo albero". Era capace di starsene lì per ore, seduto sul ramo più alto, a osservare la natura circostante e fantasticare sul futuro. Nessuno conosceva quel posto, a parte lui ovviamente. L’aveva trovato quasi per caso, una mattina d’inverno in cui aveva deciso di scappare di casa, anche se poi aveva cambiato idea ai primi brontolii di stomaco. Era proprio in mezzo a una piccola radura circondata da enormi alberi sempreverdi, i cui unici visitatori erano gli uccelli, qualche lepre e un cane. Quell’albero era un po’ come lui, solitario, malinconico; aveva un grosso tronco e rami robusti, eppure a guardarlo dava l’idea che potesse cadere da un momento all’altro, accartocciandosi su sè stesso. Andrea ogni tanto parlava con l’albero, credeva che lui potesse sentirlo, e potesse anche capirlo meglio di molti altri. Quando scendeva o si arrampicava faceva sempre moltissima attenzione a non rompere qualche piccolo rametto o a scalfire la corteccia del tronco. Aveva un profondo rispetto per lui, perchè assieme al pallone era la sola cosa che gli donava un po’ di felicità.

Un pensatoio, un porto sicuro, un luogo per ritrovare sè stesso. Chi non ne ha bisogno? Andrea l’aveva trovato, il suo piccolo magico mondo personale, senza guerre e senza odio, fatto solo di sogni e pensieri innocenti. Con le gambe penzoloni, una mano appoggiata al tronco e l’altra sul grosso ramo che lo sosteneva, Andrea stava pensando ad Anita.

LEGGI I COMMENTI (6) PERMALINK



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30