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febe, 29 anni
spritzina di mestre
CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona!
Sono sistemato

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e sempre...


HO VISTO

ke non è facile vivere
la vita ke si vorrebbe...
ma a volte è necessario

STO ASCOLTANDO

adesso si...


ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



e lei...


STO STUDIANDO...

mai piùùùùùùùùùù

OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero.
3) dire "ah, se avessi fatto quella cosa...". Vivere significa non dover mai dire questa frase
4) Aver sempre paura di dare fastidio agli altri, pensare che ti sopportino in silenzio per compassione

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) cantare a scuargiagola la canzone che più ti piace
4) Parlare con una persona senza averla mai vista e avere la sensazione di conoscerla da una vita....e poi scoprire che queste sensazioni le provate entrambi e che è davvero una persona meravigliosa!





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Thursday, June 08, 2006 - ore 10:00


thanks biscietta!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Lo scopo di questa missiva è quello di rendere giustizia
a una generazione, quella di noi nati tra la fine
degli anni ’70 e gli inizi degli anni
’80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa
acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o
30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo
sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di
piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e
la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ’90.
Per non aver vissuto direttamente il ’68 ci dicono che
non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica
più di quanto credono e più di quanto
sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo,
però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che
abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti
dopo di noi che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare
con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a
un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver
giocato coi videogiochi,ad essere andati ai parchi di
divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a
zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima
tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le
nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo
avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno
dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati,
siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo
dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e
Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli
adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate
dei fratelli di Georgie,
abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi,
cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia
greca con Pollon.
Siamo una generazione che ha visto Maradona fare
campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro
come Co.Co.Co.
e quelli per cui non gli costa niente licenziarci.
Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che
nascessimo,come se non avessimo vissuto nessun
avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo
visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le
più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra
generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo,
Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO,
fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene
cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore
prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man,
odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe
stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i
film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e
gli ultimi a usare dei gettoni del telefono.
Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca
dell’Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma
neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato
le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.
Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal
Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei
mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,
l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella,
He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà , i
Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di
Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro
alla fine vanno insieme.
la generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ’82,
e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono
dare a ber e che l’Italia di quest’anno è la favorita.
L’ultima generazione a vedere il proprio padre
caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile
per andare in vacanza 15 giorni.
L’ultima generazione degli spinelli.
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo
ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture,
senza seggiolini speciali e senza air-bag;
facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista.
Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di
medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per
le ginocchia o i gomiti.
Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il
gioco delle penitenze era bestiale.
Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti
infilati in una cartella che raramente aveva gli
spa llacc imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi.
Al limite uno era grasso e fine.
Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e
nessuno si è mai infettato.
Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le
nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99
canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e
Internet,
però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e
rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani!
E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar
loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o
a quello della verità, non in una chat dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità
e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
Invia questo a tutti coloro che hanno avuto la fortuna
di crescere come bambini.


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