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OGGI IL MIO UMORE E'...

alla ricerca e in silenzio...
ma dolce serenità per il dono dell’Amicizia

"La speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore, dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà
. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile
. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie, di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di combattere per realizzare ciò che
desideriamo
."



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...



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Sunday, June 11, 2006 - ore 05:57


Sogni d’ora...
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Adoro mamma ma...non è che russa, ha un respiro strano che alternato e sincronizzato al tichettio delle lancette mi impedisce di dormire.
Sono sul divano dalle 3:30 e questo perchè alla fine ho ceduto, girarmi e rigirarmi non portava a nulla.
Il divano è alquanto scomodo o almeno lo è per me, per dormirci o provare a riposarci mentre dentro mi passa di tutto...

Ci sono delle convinzioni che non ti puoi scrollare di dosso, e la mia più elevata e certa, adesso, in questa fase della mia vita, è la completa e totale adorazione per la solitudine e il silenzio... nonostante abbia dormito due ore e in preda ad una strana ansia, mi sento serena o almeno riesco a trovare un lato positivo...vedrò l’alba e avrò dei "colori" da condividere, ricambiandoli.

Pensieri confusi, me ne rendo conto.
Quando viaggi alla ricerca del tuo spazio di sogni notturni, si accavallano nella mente, per strane associazioni di ricordi, profumi e rumori, le idee più diverse.

Ora, mentre mi rigiravo su quei cuscini, ho avuto la sensazione di "assistere" al formarsi delle lacrime nei miei occhi...li ho proprio sentiti gonfiarsi dentro per l’emergere di quelle emozioni che vanno a sbucare fuori, inondandoti...
"che ne sai dell’origine delle lacrime se non hai mai pianto..."
Identico pensiero.



Perchè non è stato uno studio sull’"apparato lacrimogeno" quanto piuttosto il consapevolizzare e il riconoscere l’attimo esatto in cui, associato ad un pensiero, all’immagine di un terrazzo e di un volto, il tuo cervello, o il tuo cuore, suppongo, fa scaturire qualcosa che deve essere mezzo per buttare fuori (non per buttare via!) il male che ti fa, ancora...e non "lui" o il suo ricordo, quanto la sensazione terribile che vuoi essere protetta, senza tuttavia dover dipendere, vuoi una base solida senza dover dimostare garanzie. Non per egoismo, ma per un’innata libertà...nel senso più alto del termine.

Scorrevo le figure maschili che ho dentro e accanto, o che ho avuto, o che vorrei avere e mi sento come se il terreno franasse...e sempre perchè le vedo sparire, sbiadire, andarsene e lasciarmi con le mie domande...e con la speranza, infranta, che ci possa essere un "per sempre" autentico...indipendentemente dal rapporto, sia esso d’amore o d’amicizia o di fiducia in genere.

Da qui la certezza che il rifugio va cercato altrove, anche se il mio "altrove", per ora, è stato quello più sbagliato. Rimedierò e sono stranamente, e, spero, non ingenuamente convinta che questa non sia la solita vana promessa a me stessa.

Di colpo è saltata fuori anche la voglia di tutte queste cose assieme quasi potessero essere una sola: di gridare, di essere in un altro posto, di tacere.
Unitamente a ciò la paura di avere sbagliato tutto.
Poi mi ripeto che sono sempre troppo rigida con me stessa...rimane tuttavia il sospetto di essere invece un’indulgente che camuffa.
Altro pensiero delle 4 di notte...

Di seguito, la certezza che quando ti esponi troppo e dici quello che davvero "senti" o provi almeno a farlo capire, lo hai perso, lo hai contaminato...amaro pentimento e quasi ammonimento per me.

E ancora, le maschere.
Tra 10 giorni sarò "a casa" e mi accorgo che sono davvero poche, oltre ai "miei", le persone che ho davvero voglia di rivedere.
Forse sono due e sono le uniche due con le quali dovrò ridere di meno, con le quali non sarà necessario mostrarsi felice, serena, forte...perchè io adesso non sono nulla di tutto questo e chi lo crede, non vede, non vede oltre la maschera che indosso.
E chi credesse di trovare, in questa confessione, falsità, sappia solamente di stare avvalorando la mia tesi: nessuno riesce a vedere davvero.

Credo sia tutto.
Mentre aspettavo l’alba ho anche trovato il titolo per la rubrica che vorrei seguire, quando qualcuno mi affiderà uno spazio da riempire di sensazioni a pelle e "a cuore"...
la appunto per non dimenticarlo, anche se dubito che avrò questo spazio...e anche se, pur temendo che qualcuno me lo copi, il mio copyright di stanotte, sono sicura che non saprebbe renderlo come io l’ho partorito. (Aggiungo a questo, dato che sono sulla scia delle relazioni a catena, che in biblioteca ho trovato e noleggiato il dvd di Rossellini su Socrate. Maieutica del mio essere, oggi).

Insomma se tornerò a Padova, come sento, e se scrivessi...siccome tornerei a Roma senza dubbio mensilmente, vorrei tornarci proprio anche in vista del mio "lavoro"...
"5/30 24/24" ovvero anche "Cinque giorni al mese, ventiquattrore su ventiquattro"
col sottotitolo che "non è affatto quello a cui subito pensate...", è solo il viversi la capitale totalmente e riferirne, in una frazione limitata del mese ( e certo sò che c’è chi obbietterà che i mesi a volte hanno anche 31 o 28 giorni, ma spiegherei anche questo...se scrivessi, appunto), riferirne, dicevo, tutto ciò che sa darmi e dare...

Una città non si vive la notte, fuori, o non solo, io la vivo stanotte da qui, davanti ad uno schermo, "prima dell’alba" e la sento...



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