
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Sunday, June 11, 2006 - ore 13:03
Cioè
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Cioè.
E’ da novembre scorso che i miei hanno deciso di trasferirci. Avevano detto inizio anno che era gennaio, poi ci sono stati problemi e hanno detto marzo. Poi Pasqua, poi dopo Pasqua. Poi per fine maggio, e io mi passavo le mattine a lavare in casa nuova tutti i maledetti servizi di mia madre che siamo in 5 in famiglia e ha un centinaio di bicchieri di variegata fattura e ancora mi domando chi deve venire a bere a casa nostra perché non abbiamo un ristorante.
E dopo 6 mesi di attesa quando decidono di fare il trasloco? Questo week.-end, cristoddio, che ho l’esame da preparare, che sono nervosa, che sento il bisogno di credere in una forma divina di provvidenza, che rendo partecipe della mia schizofrenia un’intera biblioteca, che contagio con improvvisi isterici conati di vomito ragazze che incontro in bagno e che vorrebbero solo pisciare in pace, e invece no. E hanno deciso che facciamo trasloco, così. Questo fine settimana.
E tipo che mio padre ieri voleva pure mandarmi al mare perché nella palazzina dove abbiamo l’appartamento stanno facendo lavori e io secondo lui dovevo andare a parlare con l’antennista e stare attenta a dove metteva i fili. Certo. Io che ho il massimo contatto con l’elettronica mandando una mail o accendendo l’abat-jour sul comodino, io che sono l’antitecnologia. Da morire dal ridere. Come iene. Morire dal ridere proprio.
Cioè, io vorrei solamente capire, perché a volte mi pare che mi prendono per il culo. C’ho una nuvola di Fantozzi che mi corre dietro? E come fa a non perdermi mai di vista? Non ha mica il navigatore satellitare vero? E mia madre che mi viene a dire che mi lamento per niente, che dovrei averlo già preparato e dovrei essere pronta 3 giorni prima, insomma, eh. Certo che l’ho preparato, mamma, ma porca patata carota cipolla posso stare tranquilla e rilassata i giorni precedenti visto che sono già di mio tendenzialmente instabile mentalmente? Posso ripassare, rileggere, trovare conferme nei miei schemi quando improvvisamente penso a Giolitti e Cavour? Che sto sclerando da una settimana e mi sogno Garibaldi che circonda la mia stanza e ne omaggia Vittorio Emanuele? No, sai com’è, l’esame di giugno lo preparo a febbraio e poi vado a giocare ai giardini. Cristoddio, mi pare di vivere in una gabbia di matti.
Sto andando via di testa: ho finito il ripasso generale e devo sfogare degli istinti omicidi causatimi dalla rivoluzione d’ottobre che non riesco a memorizzare. Venerdì avevo il cervello all’occhio di bue (caldo infuocato dentro, spappolato e insipido e liquidamente informe intorno) e somigliavo vagamente alla bambina dell’Esorcista; ieri manifestavo il mio disagio interiore con una fuorviante esaltazione isterica, canti corali e gospel all by my self e un abbigliamento da 15enne impazzita per i take that – ma comprendetemi, i miei vestiti sono irreperibili, stanno traslocando. E oggi, beh oggi ho le mani lesse perché alle 9 ho iniziato a lavare ripiani armadi scaffali scrivanie comò e vari legni appositamente cesellati. Siamo tornati solo per pranzo, poi si ricomincia. E vorrei essere “ovunque altro”, come dice un mio amico.
Cioè, da novembre che mi dicono che ci trasferiamo, che mi sono preparata psicologicamente a dover smantellare la mia camera e passarla a mio fratello che non la vuole, e le sue lamentele e i miei che gli dicono parole e io che faccio finta di niente perché, onestamente, ho anche altro a cui pensare. E dopo mesi di trattative e di lavori forzati e di cinghie spaccate loro quando decidono di traslocare? Ieri ed oggi, che ho l’esame a brevissimo, che stamattina avevo un matrimonio e non ci sono andata, che ci sono Kate e Cori, che avevo cena da Simona. E gliel’avevo detto: vi do una mano più che volentieri quando volete ma non i primi di giugno, perché ho l’esame. Fatalità.
Che sicuramente non l’hanno fatto apposta, per carità, non credo siano dei sadici maniaci omicidi, ma quella puttana troia che era Eva, proprio questo week-end qui? Sto svarionando, tipo che incontro puffi per strada e li scambio per snorky, e si offendono e mi tirano pufbacche avvelenate.
Io non mi lamento mai, sono nevrotica e lunatica lo ammetto ma non mi lamento mai, me ne sto zitta a subire e aspetto che passino le bufere. Allora perché provare inutilmente il mio labile assetto mentale? No figuratevi, non ho bisogno di tranquillità e riposo; no certo, non mi interessa di non avere una camera per ripassare, di non avere i miei libri sacri, di non avere i miei pantaloni, di non avere il mio armadio. Che me ne frega, ho solo un esame e sono solo esaurita.
E avevo pregato - per favore non questo week-end. Ma ho pregato troppo poco. O forse troppo, e lì sopra hanno capito che ero io e che, non avendomi mai sentita prima o non ricordando i miei lineamenti per il lungo distacco, dovevo essere una di quegli ipocriti da messa di Natale e basta. Ma io alla messa di Natale non ci vado, sono onesta.
Volevo solo una camera. Tipo la mia.
[tipo che sta roba l’ho scritta in 10 minuti - c’ho le ventole a mille]
E poi in riferimento al mio sondaggio, volevo dire che solo 2 persone su 18 hanno detto di credere in me e nella mia forza di volontà.
Trovo questo sondaggio molto significativo.
LEGGI I COMMENTI (3)
PERMALINK