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Sunday, June 11, 2006 - ore 15:05
Cin cin a te, Betty
(categoria: " Musica e Canzoni ")
Partire per Bologna è sempre un momento toccante. Specialmente quando la destinazione prima è la classica Roadhouse Grill in viale Stalingrado. Ovverosia: mettete tre persone a tavola, date loro alcuni animali onorevolmente deceduti per i loro stomaci, aggiungete qualche litro di birra, qualche Brancamenta ed il mondo sarà migliore

Ad un certo punto, queste persone ricordano che hanno un impegno, l’esibizione di colui che negli ultimi mesi è sulla bocca di tanti (non si sa se in termini sessuali),
Immanuel Casto, o "il Divo", artista del "Porn Groove", dai testi dissacranti, blasfemi, crudi, ironici, comunque geniale, al punto di finire nell’airplay di Linus a Radio DeeJay.

Raggiungere il circolo Pavese è difficile, specie dopo essere stati abili artigiani per i nostri polmoni, si paga un biglietto inatteso, ma ne vale la pena. Anche se solo per mezz’ora scarsa, perché mangiare è sacro e necessita tempo.


Entriamo sulle note di
Bukkake, la canzone che c’ha fatto conoscere questo bizzarro quanto geniale personaggio. Che, per inciso, sul palco ci sa fare, eccome. Ridere come dei disgraziati per venti minuti ne è la prova, oltre al gradire lo show del Divo e di Checilia "Principessa Venusiana", la sua corista. Sullo sfondo, un maxischermo proietta il video di una canzone dal titolo naif (
Culinfranti) ed altri effetti visual.
Ma, per i profani sarà difficile capire, il momento topico, nonostante il numeroso pubblico già cantasse tutte le canzoni quasi a superare la (bella) voce dell’artista, giunge in
Io la do. Anticipata da una presentazione (che spero sia presto scaricabile o visibile dal sito) esplicativa del PENNY CLUB,
tòpos dell’immaginario Castiano.
Le lacrime agli occhi dal ridere, gente che si alza e gli lancia la camicia sul palco, un
Deborah dalla per noi tu che puoi cantato come un coro in curva allo Stadio..
Uno spettacolo. DECISAMENTE alternativo, innaffiato da un fantastico
Gin Lemon ed arricchito da un buffet grandioso. Ad averlo saputo, rimandavamo la Roadhouse.
(Immanuel learns "Barracuda")Tante chiacchere, gente da tutta Italia, due ragazze vestite da suore giunte a Bologna da Pordenone (su una Panda a 4 marce) soprannominate "Orgiobimbe" da loro stesse si propongono al Vate, fan da entrambe le sponde (del Reno?) circondano l’artista (chi a fianco, chi preferisce invece altre posizioni) che si rivela essere un simpatico 23enne chiamato Manuel.



E dopo le foto, i saluti di rito, e un triste addio alle bellezze femminili presenti nel locale (dove, potete giurarci, torneremo) il ciclo si spezza.

E’già ora di tornare a Padova, per l’ultima notte di un locale a cui tanto abbiamo dato e che tanto ha dato a noi in tutta la stagione, grazie a due soci con cui lavorare e divertirsi è stato un piacere (Loris e
Roby) e due trovati, probabilmente, al posto della manina appiccicosa nel sacchetto di patatine da 1000 lire, dei quali non serve fare i nomi.

Grazie DNA, palestra di vita in tutti i sensi. Locale dove anche ieri sera è avvenuta una apparizione... Un giorno mi sveglierò.
Nel frattempo, la macchina si scalda. Jesolo, Terrazza Mare, Full Moon Party. Andiamo a trovare Samuel e Pisti, insomma.
APDEIT: niente Jesolo. Sì al Greenwich.
CARA E’LA FINE - MARLENE KUNTZ
Cara è la fine...ci annusano ormai,
sentono il lezzo del panico che
spruzza in freddi sudori il terrore che c’è.
Non glieli daremo per ungersi dei
nostri mali stillanti le mani avide:
che ci tocchino morti, secchi e gelidi.
Oh, non piangere,
urla piuttosto e
lasciamo di noi un ricordo toccante.
Stringiti a me,
ringhiagli addosso e
poi sparami mentre io sparo a te.
Dieci pistole spianate e dieci
sguardi ruvidi e tesi che puntano qui
dentro l’auto, e la corsa finisce così.
Cara è la fine...perdonami.
Cara è la fine...perdonami.
Oh, non piangere,
urla piuttosto e
lasciamo di noi un ricordo toccante.
Stringiti a me,
ringhiagli addosso e
poi sparami mentre io sparo a te.
Ci vogliono vivi e colpevoli...
ma che vita è una cella? Avremo di più:
quella stella che un giorno mi donasti, lassù.
Oh, non piangere...
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