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Monday, June 12, 2006 - ore 10:55
Io voto SI al referendum del 25/26 Giugno!
(categoria: " Riflessioni ")
Premier “forte”Il nuovo sistema di norme prevede un Primo Ministro scelto direttamente dagli elettori (anche se, purtroppo, il nome non comparirà sulla scheda elettorale) e dotato di poteri molto superiori a quelli attuali. Il candidato premier si dovrà collegare ai candidati deputati alla Camera, in base ai risultati il Presidente della Repubblica nominerà Primo Ministro il leader della coalizione vincente, più o meno il meccanismo dellultima tornata elettorale.
Tra i nuovi poteri, il Premier potrà autonomamente nominare e revocare ministri e sciogliere la Camera, la quale, come contrappeso, avrà il potere di votare una mozione di sfiducia nei confronti del Premier, nel qual caso lAssemblea si scioglie e si torna alle urne; mentre daltro canto la maggioranza potrà proporre una sfiducia costruttiva indicando un nuovo Premier a patto che sia espressione della stessa maggioranza che sosteneva quello sfiduciato, impedendo ogni tipo di ribaltone.
Presidente della RepubblicaDavanti a un Premier dai poteri rafforzati (come peraltro avviene in
tutte le democrazie occidentali), il Presidente della Repubblica perde in realtà ben poche delle sue prerogative: egli continua ad essere eletto dallAssemblea della Repubblica come adesso (Deputati, Senatori, Presidenti delle Regioni e delegati regionali), è garante della Costituzione e rappresenta lunità dello Stato Federale. Invia messaggi alle Camere, promulga le leggi, indice i referendum, comanda le Forze Armate, nomina i presidenti delle Authority, presiede il Consiglio Superiore della Magistratura e ne designa il vicepresidente, presiede il Consiglio supremo di difesa, concede la grazia (senza la necessità della controfirma del Guardasigilli) e nomina i senatori a vita (un massimo di tre).
I poteri che escono dalle competenze del Capo dello Stato sono quello di scioglimento delle Camere, di scelta del Premier (il potere di nomina rimane, come previsto dalla Costituzione, ma fortemente vincolato alla volontà popolare) e quello di autorizzare la presentazione alla Camera dei disegni di legge del governo.
Riforma delle Camere. Meno parlamentari, fine del bicameralismo perfetto.Il Senato della Repubblica diventa Senato Federale e non avrà più le stesse competenze della Camera bassa, riducendo i tempi di approvazione delle leggi che dovranno essere approvate dai soli Deputati, e cancellando per sempre i rischi di maggioranze diverse o di maggioranze particolarmente esigue: se la riforma fosse in vigore oggi, Prodi governerebbe tranquillamente grazie al premio di maggioranza alla Camera, senza dover temere imboscate al Senato.
Il Senato Federale si occuperà delle materie in cui Stato e Regioni hanno competenze comuni e la sua elezione avverrà contestualmente a quella dei Consigli Regionali, a partire dal 2011. La Camera esaminerà i provvedimenti di competenza dello Stato, il Senato quelli in cui Stato e Regioni sono concorrenti ma anche le leggi di bilancio e la Finanziaria. In entrambi i casi laltra camera può chiedere di riesaminare i provvedimenti (previa richiesta di due quinti dei membri) ma la decisione definitiva spetta comunque al ramo di Parlamento competente.
Altra modifica non di poco conto: il numero dei parlamentari (e spese annesse) sarà drasticamente ridotto: i Senatori passeranno da 315 a 206 (di cui sei rappresentanti degli italiani allestero) e i Deputati da 630 a 412 (di cui dodici eletti allestero).
Devolution, interesse nazionale e Roma Capitale.Alle Regioni verrà attribuita competenza esclusiva sullorganizzazione della sanità, lorganizzazione scolastica (tra cui i programmi scolastici di interesse regionale) e sulla polizia locale. Quindi nessun rischio di sfascio dello Stato nazionale, anche perché sarà reintrodotta la clausola dellinteresse nazionale: il Governo potrà bloccare una legge regionale se si riterrò che questa pregiudichi linteresse nazionale; il Senato si occuperà della questione e potrà chiedere al Capo dello Stato di abrogarla in caso di mancata modifica da parte della Regione proponente.
A Roma verrà riconosciuto lo status di Capitale della Repubblica Federale, ed essa godrà di una propria autonomia, sempre nei limiti stabiliti dallo Statuto della Regione Lazio. Dallentrata in vigore della riforma sarà inoltre possibile dare vita a nuove Regioni, a patto che superino il milione di abitanti, con una procedura molto più semplice rispetto allattuale.
Corte Costituzionale e CSMCambierà la nomina dei giudici della Corte Costituzionale: quattro saranno nominati dal Capo dello Stato, quattro dalla magistratura e quattro dal Senato Federale integrato dai Presidenti di Regione. I giudici saranno incompatibili con la carica di Parlamentare e di Consigliere Regionale, incompatibilità che durerà i cinque anni successivi alla scadenza del mandato e che comprenderà anche incarichi di governo e altre cariche pubbliche. I componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, invece, saranno eletti per un terzo dal Senato Federale integrato dai Presidenti di Regione e per due terzi dalla magistratura.
Questi, in estrema sintesi, i punti principali di una riforma di vitale importanza, destinata a disegnare un assetto dello Stato più moderno, funzionale ed efficace. Tuttavia, nessuno nel centrodestra pretende di sostenere che sia la migliore riforma possibile, certamente è unottima riforma che può essere riveduta e corretta nelle parti meno riuscite, anche perché gran parte delle norme entrerebbero in vigore solo nel 2011.
Nb...Cè tutto il tempo di limarla e correggerla (magari attraverso la Convenzione saggiamente proposta da costituzionalisti vicini al Centrosinistra come Barbera e Ceccanti), ma adesso è fondamentale votare sì per avere una base solida dalla quale partire. In caso contrario nessuno riuscirà mai ad ammodernare davvero la struttura istituzionale di questo strano Paese.
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