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Monday, June 12, 2006 - ore 12:22
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Capita che un sabato pomeriggio prendo un blu che a volte è giallo e ne viene fuori una tonalità di colori niente male e di cieli aperti sopra Berlino. E magari foto della terra dellelefante da guardare e da invidiare

. Ma lasciar stare le ragazzine eh, che sei perseguibile oltre i confini dello stato italiano grazie ad E.C.P.A.T. e alla legge 296/98. Per fortuna.
Un sabato che finisce all’Andy’s bar con Capiroska e rockeggiante atmosfera, gente che non vedo da un po’ ma che, in un modo o nell’altro, mi resta vicina.
E c’è una domenica in cui vecchie lame vengono a pungere la carne e lo spirito, scappo da Pierre e mi perdo per qualche ora in un film francese “Tanguy” di Chatillez, brillante commedia ambientata a Parigi. Tanguy è un ventottenne con due lauree, insegna già filosofia, parla cinese e giapponese con facilità e è il classico figlio che tutti i genitori vorrebbero avere, pacato, intelligente, che ama i genitori a dismisura, amato dagli amici e dalle donne. Ha un solo difetto, che ben presto diventa fonte di un lungo periodo di panico per i genitori: NON VUOLE ANDARSENE DI CASA;
I genitori allora si ingegnano in tutti i modi per farlo andare via, arrivando persino a comprargli una casa dove vivere da solo (ma la facessero i miei una cosa così…) e ad attuare veri e propri piani bellici, ma senza risultato…o quasi…
E chissà, forse da questo film che mi ha fatto ridere e riflettere, la serata è finita un forte retrogusto acido.
Ho bisogno di un po’ di tempo per sistemare cose che sono sospese ad un filo leggero da troppo tempo. Devo trovare una vera soluzione. Che sia definitiva. A cominciare da molto vicino.
Forse ho bisogno di un po’ di tempo.
Allora buona giornata a voi, e a presto.
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