Un giovane si avvicina da Gesù. Gli evangelisti che raccontano il fatto non rifersicono il nome. Lo chiamano un tale. Ci sarà un motivo. Vedremo il perché!
Il giovane chiede:“Che cosa devo fare per ottenere la vita eterna?”. Ottenere! Uhm… puzza di bruciato questo verbo. Giovane, svegliati! La vita eterna non la si mette in tasca, la si conquista!.
Infatti Gesù precisa:“Se vuoi entrare (non “ottenere”) nella vita eterna osserva i comandamenti…”. Cioè: non pensare ad ottenere, ma ad essere.
E il giovane? Gli evangelisti non lo dicono, ma è facile immaginarlo: gonfia il petto, risponde forte perché tutti lo sentano: “Tutte queste cose le ho osservate da sempre” . Poi, guardandosi attorno, aspetta che Gesù gli dica: “Tranquillo! La vita eterna è tua”. Invece le cose non vanno come lui pensa. Gesù lo fissa, lo guarda negli occhi, con amore. Quel giovane è in gamba, ha stoffa, ma anche tanta confusione. Quel giovane va aiutato a capire.
E Gesù lo aiuta lanciandogli una palla formidabile:
“Se vuoi essere perfetto…”. Coraggio, giovane. Fa’ uno scatto, lanciati sulla palla! Prende in mano la tua vita! Dimostra che non sei il servo delle cose.
Niente! Il Giovane rimane di sale, immobile, completamente spiazzato come i portieri di fronte ai rigori di certi campioni. Ahi… ahi… ahi… E’ bravo, ma non ama l’avventura. E’ per bene, ma non ama l’azzardo. I comandamenti? Fossero stati quaranta… tutto ok! Ma rinunciare alla sicurezza delle cose… questo no!
Abbassa la testa, gira i tacchi e se ne va via triste.
Triste. Perché capisce che gli è stata offerta un’occasione che non si ripeterà più. Nella vita nulla si ripete! Gli attimi o li firmi, li vivi da protagonista, o li perdi!
Triste.
Perché intuisce che rimarrà
“un tale”: uno del gregge, uno che segue la corrente. Perché solo chi ha il coraggio di firmare la propria vita ha il diritto di essere chiamato per nome!
E Gesù di Nazareth? Non prova assolutamente a fermare il giovane,
non cerca di convincerlo abbassando il prezzo. Lo Lascia andare via. Rispetta la libertà di quel giovane. Non ricorre al “Tu devi”, ma rimane fedele al “Se vuoi”.
Non c’è gioia senza libertà!Conclusione?
Tirarsela con Gesù non serve a nulla!