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Tuesday, June 13, 2006 - ore 09:11
ALTRO CHE BARRIERE ARCHITETTONICHE!...
(categoria: " Pensieri ")
L’handicap per me è un “difetto” con il quale ho imparato a convivere. Io non vivo la mia disabilità come un castigo o un ostacolo insuperabile, la mia carrozzina è per me come un paio di scarpe che mi dà la possibilità di muovermi, quindi conoscere, imparare e sapere. Non è certo il mio biglietto da visita per potermi rapportare con gli altri ed imparare a stare al mondo.
Invece tanta gente che mi sta attorno, o magari anche la società stessa vive l’essere non abile come un grosso punto di domanda fatto di perplessità, stupore, imbarazzo che a volte viene nascosto dietro un assordissimo pietismo proprio per arrivare a coprire una mancata conoscenza del problema.
Penso che sia inutile attribuire alla società una mancata disponibilità alla comprensione dell’handicap. Spesso la gente non ha le basi fondamentali della conoscenza. E’ esenziale che ogni singola persona vada conosciuta per le capacità che possiede, non si deve mai essere considerati alla pari di granelli di sabbia che vanno facilmente spazzati via.
Secondo me è vano vantarsi che la città in cui vivi, i marciapiedi, gli enti comunali, i mezzi pubblici e tutto quello che può concernere il lato pratico, siano parzialmente adibiti al fronte handicap se poi non si è pronti a guardare al di là del proprio naso
Vorrei poter andare in giro senza che gli altri mi considerino un marziano fornendomi gratuitamente l’etichetta della poverina, io non chiedo la pietà, ma un’elasticità mentale maggiore, vorrei che venissero abbattute le barriere mentali di ognuno prima di pensare a quelle materiali.
Mi è capitato una volta di essere andata dall’ottico e una signora che si trovava al ciglio opposto della strada rispetto al mio è tornata indietro per potermi osservare, per poter costatare se anch’io avessi due braccia, due gambe come qualsiasi altra persona chiamata in gergo normodotata. Ora io mi chiedo è giusto tutto questo? Fino a dove è corretto che scatti la cosiddetta ignoranza?
La mia non vuole essere una critica, ma bensì un aiuto ad aprire la mente umana e riuscire a collegare il tutto al cuore.
Si è riusciti ad andare sulla luna, si vuole ottenere una nuova riforma sulla scuola, ma l’handicap rimane un grosso tabù e si diventa come pesci che annaspano nell’acqua, si vuol far emergere quello che è più comodo, la bella presenza è il primo canone importante per la società.
Ed ecco che la disabilità diventa un indice di panico e imbarazzo per la gente comune, è suggeribile che la tematica venga considerata fornendo così elementi per una maggiore conoscenza dell’handicap in modo da evitare episodi incresciosi. Capita spesso anche a me di riflettere e vagliare il problema rendendomi perfettamente conto che persistono ogni giorno dei limiti, ma so per certo che si deve dare la possibilità ad ognuno di vivere la vita in maniera dignitosa ed eguale perché nessuno deve essere considerato un “diverso”.
Io sono una ragazza che vive molto bene la sua disabilità perché ho la possibilità di difendermi e far valere la mia persona, ma chi non è in grado di farlo non è giusto che debba subire la politica di un sistema sbagliato, un sistema che verrà cambiato solo se verranno abbattute le barriere mentali.
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