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Tuesday, June 13, 2006 - ore 14:35 The Yardbirds Il gruppo fu una vera “fucina” dei più grandi chitarristi del rock basta pensare ai nomi illustri che sono passati per questa band nel giro di poco tempo: Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page. Gli Yardbirds, come per gli Animals, furono già dall’inizio estimatori del blues nero di Chicago, ma a differenza del gruppo del grande vocalist Eric Burdon, privilegiavano il virtuosismo chitarristico a quello vocale, sebbene la voce di Keith Relf fosse alquanto valida. Gli altri componenti del gruppo del primo periodo sono oltre a Clapton e Relf : Paul Samwell Smith al basso, Chriss Dreja alla chitarra ritmica e Jim McCarty batteria. Proprio per la scelta del repertorio blues, gli Yardbirds, si conquistarono subito le simpatie dei musicisti neri fra i quali il bluesman americano Sonny Boy Williamson, con il quale oltre a ad tour insieme, incisero anche un album, “The Yardbirds & Sonny Boy Williamson Live!”. Andiamo con qualche aneddoto. “Gallinacci”!, Così li apostrofò comunque simpaticamente Mike Bongiorno al Festival di Sanremo nel 1966 quando presentò gli Yardbirds, che tradotto letteralmente dovrebbe essere “uccelli da cortile”. Quell’anno tutti i nostri gruppi beat e quelli inglesi in abbinamento ai cantanti italiani, per conferire al festival una linea giovanile, li fecero partecipare al Festival di Sanremo, con risultati pressoché disastrosi in quanto la storia dice che questi gruppi oltre ad essere inesorabilmente eliminati al primo turno, furono deliberatamente boicottati dai tecnici del suono della Rai per farli sfigurare il più possibile rispetto ai “big” della canzone italiana. Potrebbe essere vero anche se sarebbe più giusta una supposizione a tesi. Nel caso degli Yardbirds, si potrebbe pensare che nel 1966 i gruppi beat sinonimo di “capelloni”, non erano ben visti da un pubblico musicale “conservatore” e benpensante come quello italiano. Figuriamoci dei complessi inglesi a Sanremo! A peggiorare la situazione per gli Yardbirds, fu anche il fatto che cantavano in coppia con Lucio Dalla, altro personaggio “alternativo” per i tempi e in più le sue canzoni non erano certo “popolari” di fronte a gente come Gigliola Cinquetti o Modugno, che furono tra l’altro i vincitori di quella edizione. Ma è vero anche che cantarono in coppia anche con Bobby Solo, amatissimo dal pubblico e vincitore di alcune edizioni precedenti, ma qui può esserci l’attenuante che la canzone che cantarono in abbinamento faceva veramente schifo ai cani! Mi rimane un dubbio: se fosse vera l’ipotesi di boicottaggio, come mai il chitarrista Jeff Beck, , dopo una figuraccia simile e con il temperamento da “psicopatico” che si ritrovava non fece nulla di irrazionale sul palco Sanremese, tipo rompere un microfono sulla testa di qualcuno o sfasciare qualche vaso di fiori o meglio la chitarra e gettarla tra il pubblico come fece nel film “Blow Up” di Antonioni? Ma andiamo con le canzoni. (rima non voluta)… Numerose le cover blues di Hooker , Berry e Williamson. Assolutamente da sentire “Got To Hurry” e “Jeff’s Blues”, due blues strumentali rispettivamente con Clapton e Beck alla chitarra solista. Si può mettere in confronto gli stili dei due grandi chitarristi. Ma l’hit più famoso degli Yardbirds è sicuramente “For Your Love”, un brano poco blues ma tanto commerciale che fece incazzare come una iena Clapton, sempre più frustrato con gli Yardbirds ma sempre più smanioso nell’entrare a far parte del gruppo blues dei “Bluesbreakers”di John Mayall. Il pezzo è un twist - beat veramente carino per le sonorità particolari come il clavicembalo e i bongos e i cori con cui è stato costruito. Un po’ più blues invece è l’inciso della canzone con un cambio radicale di ritmo e sonorità. Clapton viene sostituito da Jeff Beck, un chitarrista dallo stile più duro e fantasioso e il successo arriva con uno dei miei pezzi preferiti “Heart Full Of Soul”. Attenzione però, della canzone esistono due versioni delle quali una più “morbida” con assolo di sitar probabilmente incisa più tardi sulla scia di “Norwegian Wood” dei Beatles e “Paint in Black” degli Stones. Paricolarissima “Still I’m Sad” con il coro di “Canti Gregoriani”. Potentissima invece la chitarra dell’intro di “Evil Hearted You”, un altro dei miei pezzi preferiti in assoluto tradotta e suonata molto bene anche in italiano dai “Jaguars” con il titolo di “Non Sei Sincera”. Anche il bassista Samwell Smith lascia e al suo posto entra Jimmy Page famoso come onnipresente sessionman che esordisce con gli Yardbirds al basso per passare subito al suo strumento preferito, la chitarra. Con una line up di due lead guitarist gli Yardbirds si ripresentano con “Stroll On” e “Train Kept A Rolling” quest’ultima suonata nel film di Antonioni. Per quanto riguarda il blues segnalo: “I’m A Man”, “Ain’t Got You”, “I Wish You Would” e il beat-blues “Good Morning Little Schoolgirl”. Stavo per dimenticare i pezzi cantati a Sanremo: con Lucio Dalla cantarono la bizzarra “Pafff… Bum” cantata e registrata in inglese e con Bobby Solo un orribile pezzo firmato dallo stesso Bobby e da “prezzemolo” Mogol con il titolo, “Questa Volta”, cantata da Relf con un italiano approssimativo. Tuttavia sono due 45 giri ricercatissimi dai collezionisti. Dalle ceneri degli Yarbirds, Page fondò i Led Zeppelin. LEGGI I COMMENTI (9) PERMALINK |
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