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mercoledì 14 giugno 2006 - ore 10:33


Calvene (Vicenza)
(categoria: " Vita Quotidiana ")


DALL’ASTICO AL BRENTA
"Calvene, una storia millenaria"

di don Marco Pozza



Prima,
quando salivo i sentieri di casa,
misuravo il numero dei miei passi
a quello dei metri raggiunti,
al ritmo delle lancette dell’orologio.
Questo mi bastava.



E studiavo sulle carte militari
Il guizzare dei simboli fra le isoipse
Per altre scoperte,
per nuove conquiste.
Alla base della salita, sostavo
Indovinavo in alto la sinuosa
Fuga della traccia:
preda da catturare e da riporre
in un invidiabile carniere.

Era avvincente.

Ma pian piano lo fu altrettanto
L’orizzonte luminoso delle cime,
il bosco autunnale
vibrante di colori ferrigni,
la cantilena quieta del cuculo a maggio.
E nel mio zaino
Non mancò mai la guida del naturalista.
La montagna, però
Come la feconda matrioska dei giochi,
si lascia scoprire per gradi
e premia l’innamorato fedele.



Mi fanno adesso mille domande
Le occhiaie nere delle case deserte
Le stalle scrostate, odorose di strame,
le greppie, i camini,
mute presenze di certezze dissolte.

Così il sentiero si fa guida e compagno;
mi porta a cercare la voce
terrosa e piana
del valligiano
che racconta di cose lontane
e della lotta presente
si fa’ documento,
non più graffio sbiadito
tra erbe e roccia,
ma testimonianza precisa
di una pazienza ingobbita e tenace.



Sono i sentieri di casa mia!
Hanno scandito la sofferenza analfabeta
Di migliaia di contadini – soldati
Ansimanti sulle pietre;
hanno ascoltato il passo inquieto
del ribelle in lotta
per un futuro più giusto;
tra tornante e tornante
il passato diventa vivido presente
a ricordarmi
canti, dolori,
bestemmie e risa, vicende di generazioni
incise nei pendii.

Quante cose mi dicono
Mentre, lentamente
Salgo.

Ma allora è impensabile lasciarli morire:
è impossibile lasciarli morire.


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