STO LEGGENDO
Terzani...sempre.
E poi Baricco e i classici.
E "Un cappello pieno di ciliege"
Moses
HO VISTO
Roma col sole e uno spiraglio di luce in me...
e poi

e...

e ancora...
STO ASCOLTANDO
- Renato e la sua poesia
RadioZero- Cambierò...di Anna Oxa
- Baglioni
- Biagio
- Fabi
- Jovanotti
- Negramaro
- Tiziano Ferro
- Pausini
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Ricercato. Nero. Elegante. Di classe. Alla Audrey!
ORA VORREI TANTO...
Il mare...
un abbraccio...
Giovanni tra le mie braccia

un profumo...il suo.
Acqua di sale.
STO STUDIANDO...
...per l’abilitazione!
OGGI IL MIO UMORE E'...
alla ricerca e in silenzio...
ma dolce serenità per il dono dell’Amicizia

"La
speranza scaturisce dal desiderio. Dal desiderio di amore,
dal desiderio
di esprimere noi stessi, dal desiderio di libertà. E in quanto più questo
desiderio è forte e nello stesso tempo, radicato, tanto più la speranza ha
la capacità
di trasfigurare il futuro, di presentarcelo radioso,
infinitamente desiderabile. Ed ha il potere di rasserenare il nostro cuore,
di placare le nostre ansie,
di rendere sopportabile il presente e di
rafforzare la nostra volontà di
combattere per realizzare ciò che
desideriamo."
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno
2) quando le uniche risposte ai tuoi sms sono gli addebiti...
MERAVIGLIE
1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) svegliarsi accanto alla persona che si ama
3) tremare dopo il primo bacio tanto desiderato...
4) Guardare negli occhi la persona a cui si vuole più bene in assoluto, vederla andar via e sapere che potrà accadere qualsiasi cosa tra di voi ma lei sarà sempre lì nel cuore...
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Wednesday, June 14, 2006 - ore 17:45
Sulle tracce dell’Imperfetto...
(categoria: " Accadde Domani ")
Forse a volte certe cose te le senti, forse il cuore ti fa camminare in direzione esatta dopo che sembravi voler tornare indietro.
Forse...
Stamattina sono uscita per una passeggiata a via Veneto per negozi con mamma, prima della sua ripartenza. Siamo arrivate fino in cima alla strada e il nostro piano era quello di rientrare ripassando da Piazza Barberini. E invece...invece arrivate alla fine, abbiamo scelto di prendere il sottopassaggio che ti porta bel bello a piazza di Spagna.
Piazza di Spagna è adiacente a Via Borgognona. Inevitabile passare "di lì".

Ora, come sempre deserta, o almeno deserta di lui ma stranamente occupata da una vettura nota, almeno per sentito dire...e allora scendo giù, chiedo cortesemente se si aspetti chi io aspetterei... e mi si nega la speranza di averlo trovato, così, per caso. Eppure lo si nomina con confidenza, in modo speciale, come se, anzi, come lo si conoscesse bene. Rimango lì, fissa, al telefono che nel frattempo squilla.

Parlo sommessamente, come se stessi in prossimità di un "evento" e poi riattacco: due occhi chiari mi fissano e domandano al mio precedente interlocutore se io sia lì "per lui"...la risposta è banale, quale non è il sentimento che mi fa camminare su quei ciotoli.
Forse gli occhi chiari lo capiscono, forse lo percepiscono. Mi fanno segno di avvicinarmi: mi si danno indicazioni, mi si chiede di pazientare e di aspettare la venuta della "signora". Esce, elegante, poco sorridente ma affabile, sembra, sale in macchina e la strada è libera, la porta aperta. Quegli occhi chiari, che appartengono, mi si dice, mentre una mano mi stringe, a Gianni, mi fanno entrare e per un attimo mi vivo l’emozione di esserci, di essere arrivata dove volevo e quasi ne soffro...assurdo e forse sbagliato, eppure è stato così.
Mi riprometto di mantenere la calma e mi riscopro tranquilla nel riferire di me e del mio progetto e del perchè mi trovassi a passare di lì.
E così iniziano le chiacchiere, lui, il portiere, che prova a farmi salire ma l’impossibilità, per la mattinata, di ricevere visite e poi i sorrisi, la conferma che le lettere arrivano a destinazione e un brivido all’idea che tre piani sopra "qualcuno" sta facendo colazione con i cornetti appena comperati da chi mi saluta complice, confidandomi che è stata giornata di litigi dopo la doccia, con l’amante.
Mi scuote un pò la cosa ma rimango quasi trasognata, mi vedo dall’esterno e subito dopo riflessa nel vetro della guardiola.
Emergono dettagli, particolari, convinzioni e verità. Ma è bene sentirle, anche se rischiano di far scendere l’ideale, non il reale, e di reale, in tutto questo, c’è l’emozione, la gioia, l’entusiasmo, i pensieri e i sentimenti.
Decido di andare via ma ho l’invito a tornare quando voglio, ci riproveremo, mi si dice.
Forse non vorrei farlo, forse lo sogno talmente che mi sembra impossibile poterlo realizzare, forse se lo realizzassi, finirebbe, ma magari, stavolta, "finire" sarebbe sinonimo di "portare a compimento", "dare valore e senso".
Supero quel portone, sempre chiuso, almeno nei miei pensieri, da oggi aperto...
e con una chiave in più in mano,
quella del portiere che, credo,
abbia un valore!
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