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La collina
di Francesco Guccini
L’isola non trovata (1971)

Dove finisce la città, dove il rumore se ne va,
c’è una collina che nessuno vede mai
perchè una nebbia come un velo la ricopre fino al cielo dall’eternità...

Nessuno mai la troverà la strada, forse in altra età
si è conosciuta, ma l’abbiam scordata ormai:
l’abbiam scordata e si è perduta lungo i giorni della vita dall’eternità...

Forse l’abbiam vista nel passato, ma il ricordo se n’è andato dalla mente.
Cercala negli angoli del sogno per portarla lungo il mondo del presente.
Oh, se solamente io potessi rivederla com’è adesso per un’ora!
So di fiori grandi come soli ma mi sfuggono i colori, ancora.

Ricordo che alla sommità c’è un uomo che sta sempre là,
per impedire che qualcuno cada giù
da quella magica collina, dalla parte che declina e non ritorni più...

Anch’io tra i fiori, tempo fa, giocavo sulla sommità
con i compagni miei, dentro alla segale,
ma il prenditore non mi ha scorto quando son caduto al mondo per l’eternità.



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uh!!! more!!!

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Wednesday, June 14, 2006 - ore 22:18



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Ragazzi, che lusso...in genere non apro mai internet la sera, ma oggi avevo posta arretrata da spedire, e allora...vi beccate un aggiornamento, e visto che oggi mi sono ascoltata Guccini, inserisco il testo de "La canzone della bambina portoghese" che a me piace un sacco!

E poi e poi, gente viene qui e ti dice di sapere già ogni legge delle cose.
E tutti, sai, vantano un orgoglio cieco di verità fatte di formule vuote.
E tutti, sai, ti san dire come fare, quali leggi rispettare, quali regole osservare,
qual è il vero vero, e poi, e poi, tutti chiusi in tante celle,
fanno a chi parla più forte per non dir che stelle morte fan paura.
Al caldo del sole, al mare scendeva la bambina portoghese.
Non c’eran parole, rumori soltanto, come voci sorprese.
Il mare soltanto, e il suo primo bikini amaranto:
le cose più belle e la gioia del caldo alla pelle.
Gli amici vicino sembravan sommersi dalla voce del mare;
o sogni o visioni, qualcosa la prese e si mise a pensare:
sentì che era un punto al limite di un continente,
sentì che era un niente, l’Atlantico immenso di fronte.
E in questo sentiva qualcosa di grande
che non riusciva a capire, che non poteva intuire;
che avrebbe spiegato, se avesse capito lei, e l’oceano infinito
ma il caldo l’avvolse, si sentì svanire e si mise a dormire.
E fu solo del sole, come di mani future: restaron soltanto il mare e un bikini amaranto.
E poi e poi, se ti scopri a ricordare,
ti accorgerai che non te ne importa niente.
E capirai che una sera o una stagione
son come lampi, luci accese e dopo spente.
E capirai che la vera ambiguità è la vita che viviamo,
il qualcosa che chiamiamo esser uomini.
E poi, e poi, che quel vizio che ci ucciderà
non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere.



Guccini, Francesco
Radici
1972

Buona notte...

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