
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato
[ SONO OFFLINE ]
[
PROFILONE ]
[
SCRIVIMI ]
STO LEGGENDO


HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Thursday, June 15, 2006 - ore 11:54
Mondialismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Finalmente i mondiali. Finalmente la scarica di adrenalina, l’agitazione intestinale, il dramma cerebrale, la negazione di ogni razionale attività psichica, le rivendicazioni d’autorità e comando in ambiti proibiti e le priorità del
telecomando e del
televideo, la lotta tra l’uomo e l’ufficio, la guerra globale senza distinzioni partitiche o ideologiche, l’annientamento della personalità, in un unico pentolone a tramutarsi nell’unica forma di nazionalismo estremo consentita dal Patto Atlantico. I mondiali, il solo evento che aspetti per 4 anni e poi non vedi l’ora che termini, perché l’agonia mista esaltazione estatica smetta di torcerti le budella. Basta con questo supplizio, mi viene l’angoscia ogni volta che vedo in campo Grosso, per favore, fai che i mondiali finiscano presto che non ne posso più di soffrire quando entra Camoranesi con i capelli piastrati. Ma poi non riesci a farne a meno – dico, sono i mondiali – e dopo un mese di serate a casa perché non mi perdo neanche il Costarica, mi lamento che i mondiali durano troppo poco. Ma almeno non vedo Camo fino a inizio campionato (sempre se lo fanno, come dice la figlia di De Sica nella pubblicità TIM, ma che goduria vedere Camo in serie B).
La cosa più bella dei mondiali è che tutti corrono fortissimo – i mondiali sono fuga per la vittoria ma all’ennesima potenza. Hanno tutti una straordinaria tenuta di strada, non sentono bisogno di rifornimenti, dissimulano la stanchezza con capriole e numeri pirotecnici, macinano chilometri come locomotive, alcuni addirittura sorridono anche dopo 90 minuti di calci sugli stinchi. Ma corrono da matti, e chi si ferma è perduto. Riconosci i giocatori dei mondiali perché corrono tutti come fottuti. E corrono tutti fortissimo perché se corrono più forte hanno vinto il mondiale. E chi glielo fa fare di non correre? Meglio darci dentro e andare a mille, insomma sono i mondiali non è il torneo di saponato a Catena. A correre c’è solo da guadagnare.
E poi ce n’è uno che non corre, e non lo tirano mica fuori, lo lasciano dentro perché è un nome che da solo fa spettacolo, che fa audience. Come se il Brasile ne avesse bisogno. Un ciccione in mezzo al campo. E poi facevano le imitazioni di Cassano. C’è dell’omertà in Spagna, ce l’hanno col frugoletto brufoloso ma lasciano in pace il ciccione coi dentoni. Mah.
Io ho un po’ di odio dentro per quelli che dicono: a me il calcio non piace, guardo solo i mondiali. Ma se il calcio non ti piace, cosa li guardi a fare? Non distingui i calciatori, chiedi chi è quello con la bandierina gialla a bordo campo, ti lamenti che i cronisti non spiegano il fuorigioco, e mi vieni a dire che ti piacciono i mondiali? Ti piacciono per cosa, per le brasiliane svestite che tifano
Selecao? Odio soprattutto le ragazze che guardano i mondiali perché la maggior parte parla per niente e non capisce niente di tattica zona tecnica e zero esperienza, ma fa figo fingere di capire, e commentare ogni singolo episodio, anche il quarto uomo che si mette le dita nel naso, come se fosse la dimostrazione atletica più straordinaria del millenio. E odio anche i barbieri dei calciatori. Sono convinta che i calciatori prima di scendere in campo si facciano fare la messa in piega. Tutti tranne Del Piero, ok.
Ci sono anche cose belle, tipo i bambini in braccio a papà bellissimi unita dalla stessa maglia della Nazionale, i tifosi ciccioni col panino in mano e sulla faccia, i gol da tre quarti, le parate che non ti aspetti e col Milan non le faceva, una difesa corazzata Potjemkin, un pilastro del calcio che sta per fare meglio di Pelè, e i ricordi dei mondiali passati ogni volta che qualcosa ci somiglia vagamente. Sono tante le cose belle dei mondiali, non si può scriverle tutte in una volta sola. Ma la cosa più bella, va assolutamente detto, è la sicurezza. Che meraviglia la sicurezza in maglia arancio fosforescente ANAS che da le spalle alla partita e controlla gli spalti, che non facciano movimenti inconsulti, e poi un croato ubriaco (secondo le indifferenti parole di Varriale) si fionda in campo e bacia i piedi al suo idolo. E stavano perdendo. E quella sicurezza non l’ha visto? No, l’hanno accompagnato fuori i calciatori, con una pacca sulla spalla.
E mi dispiace per loro, e provo una strana tiepida tenerezza per quegli uomini della sicurezza che danno le spalle al campo. Riesci ad entrare allo stadio di Berlino durante una partita dei verde oro e ti fanno stare con le spalle alla partita. Ed esplodo di tenerezza quando, ogni tanto, vedo uno che si gira: quando la folla sugli spalti grida più forte, quando l’arbitro fischia, o magari quando sente che qualcuno sta correndo lì dietro di lui, e sente l’aria spostarsi in corsa e pensa, non vorrai mica che me la perdo questa? Già. E poi entra un croato ubriaco. Ma che ridere… E’ il bello dello sport, tutto insieme.
Ai mondiali si finge di dimenticare le rivalità tra club. Ma c’era uno striscione che mi ha fatto morire
“Moggi, ci pensi tu?”, e gli italiani sono sempre i migliori per queste cose.
Se non fosse per l’inno dei Pooh…

E poi vorrei dire che impazzisco per la pubblicità della Fiat Idea, perchè ci vuole grinta ad essere donne, oggi.
LEGGI I COMMENTI (2)
PERMALINK