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non proprio la comune tristezza
più una lieve malinconia
...ma di altre sensazioni
la paura e il coraggio di dire: " io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Thursday, June 15, 2006 - ore 13:13


All’ufficio postale delle cose non dette in giornata.
(categoria: " Vita Quotidiana ")




Sul finir del giorno, giunta che era una Padova vestita a sera, ritornava a casa a ricomporre la giornata. Alle volte apriva la porta girando la chiave piano, quasi in quei giri metallici, si potesse sciogliere meglio quella lieve malinconia. La malinconia che aveva imparato ad annusare subito, di quelle assenze che puoi avere solo dei visi eternamente familiari. Un biglietto da visita del quale però non se ne rimpiangono mai i caratteri più labili di quei piccoli stati d’animo fondamentali.
Entrava a casa. L’appartamento di convivenze varie da oramai due anni. Nelle stanze orami ricordi e ritagli di mondo ovunque. Era diverso. Diversamente ordinaria vita in appartamento da studenti.
Si era tolta le scarpe. Camminare a piedi nudi era la cosa che le concedeva il primo genuino ritorno a quella familiarità che oramai non conoscevano più neanche i suoi genitori. Non le era stato semplice però, camminare a piedi nudi in una casa, intendo. Si, aveva cambiato tre appartamenti prima di approdare a quella declinazione di fiducia. Appartamenti di studenti. Alle volte ci pensi bene prima di metterti scalza.
La musica. Quello rimaneva l’altro passaggio fondamentale in quella specie di ritualità privata, quasi infantile. Si sedeva e raccoglieva le lettere da spedire ai visi che aveva incontrato durante la giornata.

Lettera n°1.
- Ti ho vista all’improvviso sei arrivata per il pranzo. Con la tua borsa grande, per contenere più sogni. Io lo so, l’ho sempre saputo. Il caldo mi faceva un po’ concorrenza, perdonami se ho parlato poco, e poi mi distraggo, è vero, con troppa facilità, e ancora il caldo fa il suo soliloquio. Non sono sempre stata metereopatica al contrario, ma sai, mi sono accorta che se c’è il sole che parla io ammutolisco…prima o poi scopriranno che la mia melanina ha qualcosa di strano.
Mi pare di capire che alle volte è meglio sospendersi un po’. Quello che avrei voluto lasciarti prima di andare via è la certezza: non aver paura, le bolle come vedi non scoppiano proprio tutte, e anche quando succede non ti spaventare, anche quella sarà meravigliosa vita.-

Lettera n°2.
- E’ strano, nel senso che mi lascia a bocca aperta, la vita, narrata così davanti ai miei occhi. Come se iniziassi a leggere un libro da metà. E’ come se il resto, le pagine precedenti fossero una di quelle storie che i nonni si tramandavano di voce in voce davanti al focolare d’inverno. Sono curiosa. Quello che avrei voluto dire è forse quello che ancora ha da venire.-




Blue Tangos_Paolo Conte

Sul ritmo scuro di una danza
piena di sogni e di sapienza
la donna accoglie i suoi ricordi
anche i più stupidi e balordi
c’è in lei una specie di cielo
un’acqua di naufragio, un volo
dove giustifica e perdona
tutta la vita mascalzona
blu tango…

Parigi accoglie i suoi artisti
pittori, mimi, musicisti
offrendo a tutti quel che beve
e quel fiume suo pieno di neve
e la illusione di capire
con l’arte il vivere e il morire
su antichi applausi a fior di pelle
di molte donne ancora molto belle
blue tango…


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