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Friday, June 16, 2006 - ore 13:07


Lettera aperta
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E’ finita!
E’ finito un anno galattico, dove da più parti son stato etichettato come una macchina, che ha macinato esami a manetta,io dico solo che la situazione di dover inseguire non mi ha pesato per niente.
Credo che questo primo anno a Padova, dopo un assaggio a Vicenza lo scorso anno, non mi lasci solo questo. e’ vero ho fatto molti più esami rispetto ai miei coetanei ingegneri, ma ho avuto anche il tempo di apprezzare numerose altre cose ed esperienze che la vita da pendolare mi ha riservato in questi mesi:
- in ordine di orario, ci sarebbe da ricordare le svegliatacce alle 6 di mattina, partire questo inverno con ancora la notte calata e durante il viaggio scoprire se quel giorno poteva riservare il sole o le nuvole;
- i viaggi in corriera, dove per un anno ho sopportato una ventina di galline (ma non di quelle buone) che starnazzavano, quando tutti avrebbero voluto dormire (ma eravamo anche noi così alle superiori?)
- e cosa dire di Trenitalia, se non che anche oggi ultimo giorno, era in ritardo di 25 minuti? Ormai quel c_ _ _o di treno se arriva in orario fa notizia. dieci volte su nove grazie ai ritardi dei regionali e degli interregionali ho conosciuto e fatto amicizia con gente sempre nuova, e il discorso per attaccare era sempre lo stesso;
- e parlando di treni e amici conosciuti in stazione come dimenticare quel giorno di Marzo quando dal binario 3, aspettando l’interregionale delle 17.51 si è alzato un urlo di protesta: " FS m _ _ _a, andatevene tutti a lavorare!", con fierezza dico che in quel gruppo c’ero anchio.
- e le corse in viale Roma, per non perdere la coincidenza, come quella volta che un gruppo di giovani mi ha incitato sfottendomi : "vai Forrest";
- grazie anche alle amiche (e amici) vicentini e veronesi conosciuti in treno alla mattina, per caso, perchè magari non c’era altro posto, o magari perchè anche se c’era il vagone libero mi attirava il suo "viso";
- parlando di viaggi ricordo positivamente le poche, ma piacevoli, occasioni con gli amici maladensi (eee loro credono di esser fortunati ad avere l’appartamento, ma non sanno cosa si perdono) dove tutto il treno sentendoci scherzare ci invidiasse la nostra amicizia, grazie Paola, Leo, Fabio, Gloria, Bruno, Macu, Simo.
- e come dimenticarsi della mensa Piovego, con la pizza di plastica, e la Marzolo-beach, dove ultimamente era un gusto andare a mangiare (viva le magliette a righe orizzontali);
- e dopo mangiato a studiare, alla Iapelli, al Vallisneri, e ultimamente in quella di farmacia, dove il tasso femminile era così alto che ero impossibilitato a capir qualcosa (ma si sà l’occhio ha bisogno della sua parte);
- come fare a dimenticare tutti i compagni di lezione, quelli più vicini e quelli più lontani, quelli più burloni e quelli più santoni, quelli che perfino mi han invitato a farmi una canna di gruppo, e quelli che 10 minuti dopo un esame mi han chiesto se studiavo con loro;
- e i mitici prof? da Targa, che è precipitato da 40m di altezza e ci viene a dire che si è rotto solo il malleolo (dove xeo sto osso devo ancora capirlo, mah?), e cosa dire di Doretti, che fra poco faceva la rivoluzione contro la Moratti e D’Alpaos, un professore con la P maiuscola, che si ritrova a insegnare una materia mattone e che te la fa vivere come una passeggiata (apprezzato soprattutto per le battute anti femministe).
Non dimenticherò questo anno tanto facilmenteperchè mi ha dato tanto, fare il pendolare è duro ma ti irrubustisce dentro e fuori.
Grazie ragazzi che ogni mattina mi avete accompagnato nel vivere una nuova giornata.
Un saluto che non sa di addio, ma di un arrivederci a ottobre con nuovo entusiasmo e stima.
Buona estate
matteo

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