“Alzatevi! Andiamo!” è il comando di
Giovanni Paolo II rivolto a tutti i giovani. È l’invito della Chiesa di sempre:
non è il tempo di stare nel Cenacolo, ma di uscire, di andare, di predicare dai tetti. Un invito che non ha nulla a che spartire con chi dice che
"il giovane credente non me lo vedo stare in piazza per piazzare il suo Gesù".
Perchè "uscire"?
Se manca chi annuncia, come crederanno? Il dolore di San Paolo per i molti che non hanno ancora conosciuto quale bellezza di vita è venuto a portare il Figlio dell’Uomo, sollecita anche le nostre parrocchie.
Non basta la sola testimonianza delle nostre energie spese per la pecora rimasta nell’ovile, ma ci vogliono veri e propri evangelizzatori di strada: giovani che siano capaci di rincorrere, come Filippo, Etiopi in viaggio sulle nostre piazze. Affiancare come per andare ad Emmaus, accogliere l’adultera, farsi invitare da un Zaccheo solo curioso.
Non vogliamo portarli ai nostri gruppi stanchi, ma, al contrario, crediamo che anche un giovane con i capelli da punk possa diventare un grande santo, vivendo la sua fede nelle sue notti e sulla sua panchina. Le nostre debolezze gli riveleranno quel Gesù che solo lo salverà. Forse sono proprio le nostre parrocchie a dover essere evangelizzate,
risvegliando un coraggio missionario che spesso è venuto meno.Forse avete avuto anche voi la terribile tentazione, qualche volta, di volervi avvicinare ad un gruppo di giovani che stanno sui motorini davanti alle nostre chiese, per annunciare loro che la cosa più bella che possa capitare ad un uomo è l’aver conosciuto
Gesù di Nazareth e che con Lui la vita è tutta un’altra cosa.
Quanto si perdono, senza di Lui! Ma quanta paura! E poi, che cosa dire? Mi accetteranno? Chi sono io per dire loro qualcosa?
Perchè non provi prima di darti per "vinto?