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Sunday, June 18, 2006 - ore 00:19


Camposcuola virtuale di spritz.it
(categoria: " Viaggi ")


CAMPOSCUOLA DI SPRITZ.IT
"Tu ce l’hai il patentino"

di don Marco Pozza
su un’idea di don L. Guglielmoni e Fausto Negri


All’inizio di quest’estate, caro spritzino/a, t’invito a percorrere un viaggio assieme, un “camposcuola” itinerante e virtuale per non perderci in questi mesi assolati, riposanti e meditativi. Un prete giovane, un gruppo di ragazzi/e che m’accompagnano nei 67 giorni di campi estivi della nostra parrocchia, una comunità virtuale che “riflette” assieme a noi.
Come quartier generale ed operativo la piazza di www.spritz.it!
Ogni lunedì mattina una provocazione… poi una settimana per “scavare”, ragionare, condividere.
Ci lasceremo guidare da una bella proposta di fede e di lavoro architettata da don Luigi Guglielmoni e Fausto Negri (L. Guglielmoni – F. Negri, Patentino per la vita. Guida per il viaggio più importante con tanto di segnaletica, San Paolo 2005). Una proposta avvincente che c’invita a viaggiare con una mèta ben precisa nella mente, con il giusto carburante, con una cartina per non perderci.
Un’immagine a farci da guida: il motorino. Da mezzo di locomozione a status symbol di autonomia personale e responsabilità sociale.
C’è un patentino per guidare il motorino, c’è un patentino per guidare la propria vita!
Che bello sarebbe, giunti a settembre, poter “assemblare” le riflessioni raccolte e firmate da noi e pubblicare il “camposcuola virtuale di spritz.it”.
Se mi dai una mano…ci riusciamo!
Mettiamoci al lavoro!
O meglio:In sella!


SITUAZIONE DI PARTENZA
"Appuntamento sulla strada"



Che bella fotografia della “strada” ha fatto mons. Mauro Parmeggiani.
Incidenti, incolonnamenti, stragi del sabato sera… Purtroppo la strada viene sempre più menzionata per eventi eccezionali o luttuosi. Fin dall’antichità la strada è stata interpretata come metafora dell’esistenza, luogo privilegiato della ricerca, in cui al vagabondaggio erratico iniziale, segue il procedere consapevole, seppur faticos, verso la mèta. Oggi la strada rischia di ridursi a uno spazio in cui si travisa la realtà, palcoscenico quotidiano in cui si sostituiscono i valori umani con proposte artificiali o alineanti.
Movimento frenetico, smania di accelerare i tempi, esigenza di apparire e bisogno di essere confermati dal possesso delle cose...
Ma la strada ti dipinge nella mente tre sfumature.



La strada rimanda al dominio di sé, allo sviluppo delle capacità motorie, all’essenzialità, al rispetto dele regole e dei segnali. Certo, si può vivere anche da girovaghi, ma il termine “viaggio” fa riferimento a una partenza, ad un percorso e ad una mèta da raggiungere. E questo raffigura il cammino di ogni persona, che ha un’origine precisa, un suo sviluppo, un suo fine.



La strada evidenzia che non si viaggia mai da soli. Le strade sono nate per mettere in comunicazione le persone nel modo più sicuro e veloce possibile. Questa dimensione del viaggio rimanda direttamente alle relazioni con il prossimo, cioè al rispetto e all’attenzione nei confronti degli altri, ma anche alla possibilità di comunicare, di intrecciare nuovi ed inaspettati legami interpersonali, di avviare amicizie e di essere gentili con gli altri.



La strada è un’immagine del rapporto con Dio. E’ significativo che nella Bibbia, quando Dio vuole mettersi in relazione con l’uomo, non gli propone un corso di catechesi, ma gli ordina di mettersi in cammino. Questo avviene con Abramo e con Mosè, con i profeti e con tutto il popolo ebreo, la cui professione di fede iniziava appunto così: “Mio padre era un arameo errante” (Dt 26,5). Anche Gesù di Nazareth viaggia per città e villaggi. Predica e guarisce mentre cammina, anzi arriva a definire se stesso “la Via” da percorrere (cfr Gv 14,6). E’ il culmine della Rivelazione: non una proposta generica, ma un invito preciso alla sequela: “Vieni e seguimi” (Mt 19,21). E non è casuale che il termine apostolo significhi “inviato”.


PRIMA TAPPA
"In sella!"

In sella? Pronti? Via! Il viaggio sta per cominciare: affronterai numerosi pericoli, attraverserai luoghi misteriosi e sconosciuti, incontrerai nemici e amici. Ti ritroverai di fronte a scelte che richiederanno coraggio e fatica. Anche le forze della natura a volte saranno contrarie a te. Una volta salito sul tuo cavallo a motore, sarai sopraffatto da una sensazione di potere, di invulnerabilità e di libertà.



Ti sentirai come Re Artù quando entrò in possesso della spada nella roccia. Il tuo cuore puro e forte non si lascerà corrompere dalle tentazioni del viaggio: alla fine riuscirai a portare a termine la tua missione e conseguire nientemeno che… il patentino per la vita!
Sono questi gli anni in cui porre le basi per il successo di una vita buona. Se non vivi ora, quando? Non esiste un’età più difficile delle altre. Infatti “l’età più pericolosa è quella tra la vita e la morte” (Elgozy).
Dunque, parti: il verde è scattato al momento della tua nascita! Cerca di vivere intensamente la tua giovinezza. Vivila davvero!
Se non hai vissuto, cosa ti resta?



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