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Monday, June 19, 2006 - ore 14:07
Incredibile ma vero...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
La RAI, intesa come televisione, sono anni, lustri, decenni che fa schifo, avendolo confermato questanno con lesclusione
di tutte le partite di quella grande festa che sono i mondiali di calcio, dove non importa avere una squadra di riferimento,
si possono tifare tutte le squadre, riuscendo veramente a godere della bellezza di quello sport che non sembra più essere
il più bello del mondo... Bravi i dirigenti, bella merda come sempre, basta che si mandino in onda (PER ORE) cagate come lisola dei
famosi, musica farm, domenica in e il festival di sanremo... Continuate così...
Ma, fortunatamente, la RAI non è solo in video... La radio Rai, di cui conosco specialmente radio due, manda in onda persone di
gran spettacolo, comunicabilità, e in alcuni casi intelligenza... Mi vengono in mente Fiorello e Baldini con "Viva radio due", Lillo e Greg
con 610, i due conigli Presta e Dose, e i GR dove si snocciolano le essenzialità delle notizie, senza puttanate come il gossip... Sergio
Valzania, direttore di rete, è riuscito a strapparmi altre dosi di stima, dando una trasmissione a Luca Mercalli, uno dei due metereologi
della trasmissione, questa volta televisiva, di Fabio Fazio "Che tempo che fa"... Per chi non lo sapesse, oltre ad esserne uno studioso,
Mercalli è uno dei massimi amanti della montagna, fervido sostenitore NOTAV, fervido sostenitore dellequo-solidale e della sostenibilità
della nostra simbiosi con la natura... Uno che davanti a quattro milioni di italiani non si è preoccupato di richiami dallalto e ha espresso
un parere autorevole su una cazzata come la linea ad alta velocità in Valsusa... Bravo Luca, bravo Valzania, in Rai esistono ancora dei
cervelli, e non sempre è possibile epurarli come i vari Luttazzi, Biagi, Santoro e Guzzanti...
E a gentile, quanto inconsapevole, richiesta di voi profani dei 60 hz:
Il cielo su Roma-Colle der Fomento
Esco di casa e ci sto dentro, la mia città grande quanto grande il mondo, a volte mi ci perdo non
la conosco fino in fondo eppure so quanto Roma capoccia è splendida al tramonto per molti un
vanto, riflessa nello specchio dei negozi persa in mille vizi, troppi pezzi troppi palazzi, mille facce
mille storie mille volti hai giurato ma alla fine poi ti scordi qualcuno te lo scordi se lo perde per la
stada ma Roma se ne frega in cambio dalla notte che ti invita fredda che quel freddo ti rimane a
volte così calda che quel freddo te lo fa scordare, così viziata e vissuta nello stesso tempo
insegna quante volte chai da esse svelto troppe volte ha visto lamore fasse rosso su una lama
de cortello ma dimmi quante volte hai visto il cielo sopra Roma e hai detto quantè bello, viettelo
a vedè dallalto scavalca il muro al foro e viemme accanto eccola e stasera non farà la stupida
darà le mejo stelle la mejo luna che me illumina.
Rit.
E nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E nella testa
tutto qua
restano le mejo stelle solo le mejo che dà
E nella testa
tutto qua tutto qua
comunque resta
tutto qua tutto qua
E nella testa
tutto qua
tutto quello che mi serve sotto il cielo della mia città.
Nato in mezzo al fiume della mia città nel cuore della mia città chi nasce qua qua ci resta, la
gente vive nel posto nel quale abito intorno a me ma non ne vive neanche un attimo, nadà
passà dacqua sotto sti penti prima che si risolvano e ritornino i conti quante ne ho viste vissute
o ne ho fatte sotto questo cielo giorno e notte, lho attraversatata col motorino da parte a
parte o in matropolitana sotto il suolo sottostante, la sua forma è la mia forma, la Roma di chi se
ne va ma che tanto poi ritorna, tanti scenari da film per chi si ama quante fontane per bere in
ogni angolo di Roma negli anni ottanta si girava con lo special cinquanta qualcuno ci aveva
messo il centoquaranta i ciaetti che facevano una piotta e trenta e sotrie del genere le cose
grosse più le piccole per crescere, in mezzo a questo sotto questo cielo vivo ed un motivo ce
sta se lo scrivo.
Rit.
Roma la città eterna non scende a patti la Roma dei coatti le comitive sui muretti, le borgate la
periferia i palzzi la Roma degli sguardi che finiscono in scazzi, nei cortili qualcuno sta vendendo
qualcuno sta comprando una sirena e stanno già scappando via di qui tocca dasse al più presto
più presto per lasciare un segno in mezzo a tutto questo, la Roma dei romani de Roma de chi la
vede pe la prima e ce se innamora la Roma bene acchittata che pe acchittasse paga le sale
giochi la mattina coi pischelli che hanno fatto sega il fronte i fasci il forte gli autonomi le
situazioni brutte di notte stazione termini il bionno tevere il cilo sopra Roma che non smette mai
de vivere.
Rit.
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