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Sunday, January 11, 2004 - ore 15:46
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Il Girono di Dolore che Uno ha...
Se la vita fosse giusta ci sarebbe molto più facile capirne il senso. Ma la vita non è giusta. E' per questo che ci si aggrappa alle speranze che ci sia un disegno, per noi incomprensibile, ma che forse un giorno ci verrà svelato. Perchè così riusciamo a pensare che l'accanimento del destino contro qualcuno che non lo merita, si possa tramutare, poi, in un premio. Non so se nell'arco della mia vita sarò mai in grado di decidere se sia o no così. So che adesso lo voglio sperare. Perchè Stiv ha tutti i diritti per reclamare il suo premio. Stefano Ronzani era un appassionato di musica. Faceva il giornalista musicale per coltivare questa passione. Di giorno lavorava in banca. Di sera faceva le interviste, scriveva articoli e recensioni, andava ai concerti. E' grazie a questo che ho avuto la fortuna di conoscerlo. Dopo che un anno di merda gli ha portato via prima il figlio e poi la moglie, si è ammalato di cancro. Diceva che era la sua ultima prova prima di affrontare la vita con nuovi progetti e da nuovi punti di vista. La sua positività era leggendaria. Però è difficile capire quanto uno possa essere positivo mentre per 24 ore al giorno se la deve vedere con il dolore e la paura. Ci fu un momento in cui le mie parole di incoraggiamento mi sembravano veramente inutili. Presi una vecchia canzone. La riscrissi pensando a lui. La registrammo in una giornata io ed i ragazzi del gruppo per potergliela fare avere per il suo compleanno. Un compleanno trascorso all'ospedale di Pavia. Gli portai il nastro su cui la incidemmo in mezzo ad altri regali raccomandandomi di aprire quel pacco per ultimo. Non so se "Il giorno di dolore che uno ha" sia una bella od una brutta canzone. So che la "sento" molto. Ci sono affezionato anche perchè so quanto ci si affezionò lui. Mi disse che era riuscita a fargli aprire dei rubinetti dai quali doveva ancora sgorgare molto. Dopo la terza chemioterapia uscì dall'ospedale, il bozzo sul collo gli si era un pò sgonfiato ed aveva ripreso a vedere amici e concerti. Poi, però, la malattia non ha concesso nè tempo, nè perdono. Se n'è andato uno dei migliori amici che abbia mai avuto, una delle migliori persone che abbia mai conosciuto. A me e a chi ha avuto modo di conoscerlo mancherà tantissimo.
LUCIANO
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