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Tuesday, June 20, 2006 - ore 09:31
narrow street
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ed ogni giorno è sempre la stessa storia
rabbia
tristezza e
noia APATIA
apatìa: apatìa
s. f.
stato dindifferenza abituale dellanimo, sgombro di ogni passione; tale accezione deriva dalla dottrina dei filosofi stoici, avversi a ogni vivo sentimento, di qualunque sorta fosse, perché solo così credevano che luomo potesse diventare felice
indifferenza indolente che è propria degli animi deboli, mancanti di qualunque energia; può assumere carattere morboso.
FAME NERVOSA
La "fame nervosa" è il termine comune per indicare ciò che gli studiosi del comportamento alimentare definiscono eating emozionale, cioè "la situazione vissuta da quei soggetti che mescolano le emozioni con lassunzione di cibo e usano il cibo per far fronte alle emozioni che ogni giorno incontrano". Anche chi non è oppresso da problemi di peso raramente mangia solo per soddisfare la fame biologica e per nutrirsi.
Leating emozionale è caratterizzato da vari stili alimentari e diverse sono le motivazioni ed emozioni che portano alla necessità di usare il cibo, spesso in grande quantità, per far fronte a situazioni di noia, di ansia, di rabbia o di depressione. Il legame tra alimentazione ed emozioni è ormai dimostrato, anche se questo non significa che leating emozionale dipenda necessariamente da severi problemi psicologici o da conflitti interiori; infatti anche le emozioni legate alle normali attività di vita quotidiana possono essere uno stimolo per lassunzione smodata di cibo, talvolta anche in modo compulsivo. Leating emozionale non è scatenato da una sola causa: ne sono allorigine fattori biologici, psicologici e culturali.
Mangiatori soli: questi soggetti usano il cibo come il sostituto di qualcosa che manca: un compagno, un amico o qualcuno con cui condividere la vita. Purtroppo la situazione viene a peggiorare con il conseguente aumento di peso, poiché aumentano le difficoltà a relazionarsi adeguatamente con gli altri. Si possono distinguere due tipi di solitudine: la prima è causata dalla mancanza di contatti con gli altri, perciò nei soggetti che ne soffrono bisogna cercare di stimolare il rapporto sociale e con il superamento di eventuali pensieri negativi nei confronti della loro capacità di relazionarsi agli altri e del pensiero pessimistico nei confronti di futuri rapporti. Il secondo tipo di solitudine è caratterizzato da relazioni interpersonali presenti ma estremamente superficiali, tanto che i soggetti in questione hanno paura di condividere i sentimenti con qualcuno, temendo di essere giudicati negativamente e rifiutati.
Ci sono giorni in cui no, non riesco a guardarmi allo specchio perchè mi sento orribile. Sembra che tutti mi guardino male. Divento di nuovo unadolescente impacciata. Arrissisco alla prima parola complimentosa. Ho le lacrime agli occhi dopo una battuta del cazzo. Non ci posso fare nulla. Donna, non cè dubbio.
Tutto diventa troppo difficile da fare. E la solitudine pende come una ghigliottina sopra la testa, smetti tutti i comportamenti da persona soddisfatta e felice, ti trovi a tu per tu con il tuo sguardo. E dentro ai tuoi occhi cè tristezza, lhai visto anche tu.
Ci sono vicoli stretti, lunghi e bui, nei quali è meglio non camminare lentamente. Correre senza guardarsi intorno. Non guardare le vie laterali. Avanti, avanti, se non ti guardi intorno arrivi in fondo. In fondo cè una piccola luce, la vedi? A mano a mano che corri, la luce si fa più grande, un cerchio che cresce.
Corri dai.
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