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Friday, June 23, 2006 - ore 17:24
Spot a moment
(categoria: " Pensieri ")
Studiare "tech" ha fatto bene e male. E riesco ad individuare benissimo attimi, momenti e soprattutto protagonisti, protagonisti mancati, comparse, figuranti. Ed oggi mi risulta piuttosto facile individuare l’ultima persona di cui sono stato pronto a fidarmi. Anche quando i segnali erano tutti indicatori di una clamorosa, inutile e distruttiva perdita di tempo ed energie. Sono fatto in modo strano, devo sempre riuscire a trovare qualcosa di positivo nelle cose. Ciò che è ottenuto è un sano cinismo. Quel cinismo mai provato in passato così forte. E come misurare il cinismo? E’impossibile riuscire a capire quanto ti manchi qualcuno quando non ti manca affatto. Ed allora forse svolgo una specie di cordella metrica negativa nella mia mente, ed inizia a fare giri, se, ogni volta che mi "audisco" scopro che certe cose fino a poco tempo fa pane della mia vita, sale della mia esistenza, fumo dei miei polmoni, endorfine schizzate nel mio cervello.. sono diventate nulle. Eventualmente, nel migliore o peggiore dei casi, fastidiose come un leggero prurito quando hai le mani impegnate. Fuori dal rumore di fondo della mia vita, fuori dai miei coglioni come sperma rimasto fermo una settimana ed uscito grazie a stimoli involontari o improvvisi. Fuori dai miei pensieri, fuori dal mio telefono, fuori concorso nella mia esistenza. Come una macchia che inizialmente sembra non sparire dal muro, ma grazie ad una buona gomma ed alla costanza di ogni giorno se ne va a fanculo.
Cose semplici e banali prima, che facevano male, altre
cose semplici e banali ora proprio, rubando purtroppo parole ad altri,
per rinconciliarmi con gli anni sprecati. Perché ho imparato cosa siano le cicatrici vere "interne" quattro anni fa, quando non sono stato creduto, quando sono stato tradito nel peggiore dei modi. E da allora ho sempre concesso meno di me, sempre di meno.
Ed ho imparato a bere sempre un sorso in più. Anche nelle piccole cose. Come per reagire anche alle stupide abitudini di casa, quando mio padre mette il coltello più tagliente a lui, il medio a mia madre, quello dalla lama inesistente a me, perché resto sempre "il bocia". Ed allora se preparo la tavola inverto i coltelli. E non è cattiveria se si trova senza lama. Mi sono arrangiato per più di venti anni, ora può toccare anche ad altri. Ed ad ordinare una birra, magari, in più, anche da lasciare lì. Per non dovere chiedere un sorso agli altri. O comprare sempre un altro pacchetto di Chesterfield, per non scroccare, od avere l’accendino, le cartine, il companatico. Per non dover chiedere "scusa", per non chiedere favori, per non dover ringraziare nessuno, me compreso. E chiedo due euro in più all’ora, che non cambiano nulla, ma mi fanno sentire in grado di essere, finalmente, quello che decide, quello che fa il bello ed il cattivo tempo, perché se un cliente mi contatta e non vado è lui che resta a piedi. Cinismo, cattiveria, forse, a volte, involontaria o cercata, inattesa o reclamata a gran voce. La forza di sentire solo dispiacere per il male involontariamente cagionato alle poche persone valide inciampate in te lungo la via.
Da quattro anni so fingere. So fingere le ferite, sono bravo a "morire dentro" a parole, ed a spararmi delle grandi seghe di gioia nella realtà. E quindi tutto ciò che è arrivato dopo è stato penalizzato, ma il bravo attore l’ho saputo fare. Con le due anoressiche che purtroppo ho incontrato lungo la strada, con le loro grida, le loro tendenze, il loro essere volgari e manesche sotto una patina di principesse sul pisello, con le amiche pazze e coglione pronte a vendette inesistenti, con le donne da consolare quando mollavano il moroso, con chi mi ha usato come cartina da tornasole, con gli amici che se ne approfittavano, con chi mi voleva
a piccole dosi. E considerando la mia bassa sopportazione, se riesco a tollerarMi sono davvero bravo. Fino alla prossima volta in cui, forse, deciderò di fidarmi di una persona.
Da qualche mese ho visto a quanto schifo si possa giungere. Per cui non mi serve più mandare a fanculo il mondo, la vita è mia,
I am mine.
Buon compleanno, Paola.
LA HERMOSA - MALFUNK
Un anno passa come un sogno
la memoria e’ come
il percorso di una lumaca, brillante e sottile
I tuoi muri sempre bianchi e i campanili bassi
verso un cielo irraggiungibile
Un anno passa, ma non i sogni, non i fantasmi
Un anno fa, un mese fa, adesso, proprio adesso
Inseguirsi per le strade,
abbracciati da un vento caldo
che tutto invade senza un padrone
E’ tempo perso con La Hermosa
Ho trovato facilmente due occhi bruni
rapito da un istinto creatosi per caso
Con mano ruvida ma seducente
mi porti nel cuore della selva senza fine
E’ tempo perso con La Hermosa!
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