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Tuesday, June 27, 2006 - ore 09:05
niente da aggiungere direi...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E TOTTI VINSE IL REFERENDUM
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C’è un filo conduttore che Lega (absit iniura verbis) questa splendida giornata di Giugno ed è la sconfitta di molti di quei personaggi che si erano apparecchiati contro Roma e contro i Romani. L’On. Speroni ha detto oggi pomeriggio in una intervista che gli fa schifo l’Italia e gli fanno schifo gli Italiani.
Come dargli torto se qualcuno con il passaporto bordeaux non ha trovato nulla di meglio da fare che votarlo per andare a ritirare una trentina di milioni del vecchio conio al mese?
Quelli italiani ci fanno schifo anche a noi.
E che dire di quel Grande Saggio dell’On. Calderoni che oggi fa le leggi per poi dire domani che sono gran porcate? E dell’on. Castelli, che zompetta al ritmo di “chi non salta un italiano e’ e’!”? Un referendum oggi li ha sconfitti e ha steso un velo pietoso sulla loro tracotanza.
Chi segue CdR sa che non è nostro costume mischiarci con le cose politiche, ma questo passaggio rapido, diremo a volo di uccello o di uccellino fate voi, ci serve solo come scusa per parlare di un altro referendum che si è svolto parallelamente in questi giorni.
Il referendum mediatico pro e contro Totti.
Il primo segnale di gogna si era avuto dopo la partita con gli USA, con le luci della ribalta deviate solo grazie alla possibilità di massacrare un altro romanista: De Rossi.
Ma era solo questione di tempo.
Le lunghe chiacchierate che quell’omone di Lippi aveva deciso di fare vis a vis con il Capitano sotto gli occhi di tutti erano servite solo per appendergli il bersaglio sulla schiena.
Dopo la Cechia hanno subito iniziato i giornali e la RAI, verso la quale credo che ci faremo prima o poi promotori per una iniziativa dei romanisti per l’autoriduzione del canone, a puntare i fucili ad alzo zero su Francesco e le risultanze di questo lento e inesorabile lavoro di impasto del “biscottone globale” si sono viste oggi nel primo pomeriggio quando, usando una Scala non propriamente di seta, è trapelato nelle radio romane che Totti sarebbe andato in panchina contro l’Australia.
Abbiamo provato per un attimo ad immaginare quali possano essere stati i pensieri di Checco quando ha appreso la notizia della sua esclusione, anche perché riteniamo non casuale il fatto che “Totti in panca” sia stato il tam-tam immediatamente diffuso dalle radio romane.
E il suo popolo, la sua gente, ha immediatamente risposto inondando l’etere di messaggi di conforto per il Capitano.
Probabilmente dentro lo spogliatoio azzurro si è svolto un referendum che aveva proposto un esito pro Del Piero e Lippi, con la personalità e la leadership che da sempre lo contraddistingue, si è messo immediatamente “a vento”.
Come è andata a finire lo sapete tutti e presumiamo che avrete fatto fatica anche voi a reprimere i conati di vomito che con naturalezza hanno suscitano i re del voltafaccia in diretta radio e TV, ai quali Francesco ha proposto la sua faccia migliore, quella dell’intelligenza e dell’ironia.
Chissà se domani qualche altro stronzo, termine utilizzato dal CT e quindi sdoganato, aprirà un blog per stabilire se Totti debba giocare solo perché importante testimonial di una campagna pubblicitaria? Chissà se chiameranno Galeazzi a Sea_World per prendere il posto dell’orca assassina con il suo numero di capovolte stile libero?
L’importante è che Francesco Totti, Capitano della AS Roma, abbia vinto il suo personale referendum contro il resto dell’Itaglia e noi con lui.
Del resto ci interessa veramente poco.
Dallo Stato Pontificio, dove noi risediamo, quest’itaglietta popolata di omarini fa veramente pena.
Ad maiora
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