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Wednesday, June 28, 2006 - ore 17:37
avrei voluto portarti qui, un giorno...
(categoria: " Riflessioni ")
La citta si annuncia con un campaniletto del 1700 che appare sopra il verde della vegetazione.
Questa torretta con il tetto a cipolla e che sembra neanche intonarsi allambiente, testimonia lultimo tentativo di ripristinare la citta, compiuto da un ricco tedesco che acquisto il titolo di marchese di galeria.
La citta e di origini indubbiamente molto antiche: lo testimoniano il suo nome etrusco -careiae- ed antichi incunabuli che la definivano nel medioevo "ampla et magna", residenza dei conti di tuscolo e rifugio degli antipapi.
Dopo la scomparsa degli etruschi, viene occupata dai romani e diviene borgo agricolo. Dalle antiche cronache risulta che piu volte venne assediata ed a turno saccheggiata da saraceni e normanni. I primi compivano frequenti incursioni sulle coste tirreniche spingendosi allinterno lungo il corso dei fiumi.
Nel rinascimento era ancora tuttavia molto potente tanto che ospito per qualche tempo limperatore carlo v°.
In fasi alterne fu feudo degli anguillara e degli orsini che si combattevano in queste zone del lazio. Questi ultimi la fortificarono erigendovi il castello soprastante le mura, del quale oggi quasi non resta traccia.
Lo studioso nibby che la visito nel 1809 parla tuttavia di mura con iscrizioni e stemmi, di affreschi, di finestre gotiche, di are sepolcrali e di tre porte successive per accedervi, delle quali oggi ne resta solo una.
E in quel castello che soggiorno limperatore e che linviato di papa borgia sincontro con carlo viii, quando questultimo transito con lesercito per queste campagne diretto a napoli.
La prima citta etrusca sorse sul quadrilatero di rocce vulcaniche che cadono a picco formando difese naturali da tre lati. Nel fondo e la forra dellarrone, emissario del lago di bracciano, corso dacqua perenne, generatore di una vera foresta.
Sotto un barbacane di minuta muratura antica, alto alcune decine di metri vi sono gli avanzi di antiche mole. Queste acque macinarono il grano degli etruschi, dei romani e dei medioevali.
Il fiume e scavalcato da un ponte antico del quale il visitatore si accorge solo quando vi e sopra scorgendo in basso i pigri gorghi con profondita inattese. Ad una curva le acque scompaiono sotto unalto muro, alimentando forse canali sotterranei per poi ricomparire piu avanti.
nella meta del 1700 la gente del luogo comincio a morire misteriosamente. Oggi supponiamo dovesse trattarsi di malaria per le zone paludose create dal fiume. Sul finire del 1700 la popolazione era ridotta a 150 abitanti e poco dopo fu completamente abbandonata.
Uno dei particolari che lascia perplessi e che unimprovviso panico deve essersi determinato nellultimo periodo in quanto lesodo avvenne in massa, abbandonando anche le suppellettili di uso quotidiano. Si trasferirono in una zona piu salubre a circa 4 chilometri, ove fondarono lattuale s. Maria di galeria nuova.
La citta abbandonata rimase preda di briganti e rifugio di pastori, oggi vi sono solo serpi ed uccelli e tra le case in rovina di notte, vi passeggiano istrici.
Divenuta proprieta di una comunita religiosa tedesca, per decenni rimase abbandonata e impraticabile: dinverno per il fango, destate per le vipere.
Oggi vi si accede da un solo lato attraverso un ripido campo di felci. Una vegetazione selvaggia la serra da ogni parte, rigogliosa e inestricabile, da togliere ogni visuale e ogni controllo. I bassi androni delle costruzioni sono avvolti da gigantesche liane, affogati fra salici, quercie ed olmi.
Le mura sono cadute poco a poco, le strade cancellate; ogni possibile elemento dinteresse storico e scomparso.
Molti dei suoi marmi antichi, gia nel 1300 furono asportati per fabbricare il duomo di orvieto; ma il saccheggio sistemativo e stato compiuto negli ultimi decenni togliendo alle mura ogni loro carattere.
Si sa che la chiesa di cui resta il campanile era dedicata a san nicola e che unaltra era annessa al castello.
Si conoscono storicamente le "paci feudali ivi proclamate, le bolle di scomunica emesse, le descrizioni delle opere darte contenute o disperse.
Inutile oggi scostare i mozziconi di muro fra i fichi selvatici, le canne ed i sambuchi, la ricerca e gia stata fatta con diligenza dai clandestini, anche stranieri.
Il fascino che seduce e che sappiamo dimmensi sotterranei mai esplorati, di una citta etrusca non ancora bene individuata e di una necropoli della quale sono state scavate solo poche tombe. Ma ogni possibile ricostruzione anche dei tracciati urbani e impresa ardua.
Il bosco ha ripreso gli antichi possessi, gli uccelli, le serpi, il silenzio primigenio, sono tornati a dominare su di una citta che non potra mai risorgere.
Limpressione piu viva che resta di galeria dopo aver sfidato le vipere, non viene dalle testimonianze della storia degli uomini, ma dalla potenza della natura che le cancella.
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