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sabato 1 luglio 2006 - ore 11:36
Riflessione ...
(categoria: " Riflessioni ")
Come oramai avrete capito questo blog è dedicato più che a me o alla mia vita, alla mia passione per le due ruote.
E’ una scelta che ho fatto per diversi motivi, innanzitutto perchè non mi piace parlare "pubblicamente" di come sono, di quello che provo o che penso, trovo banale mettere cazzabubbole varie senza senso, solo per mettere qualcosa che gli altri leggano, forse solo per far si che il proprio nick sia tra gli ultimi blog aggiornati e quindi visibile.
E per questo motivo non trovi mie riflessioni su amore ... amici e amenità varie ... anche perchè diciamocelo ... che te ne frega?

Fatta questa premessa ... stavo pensando al rapporto "età-moto" ... per puro caso mi è capitato stamattina di parlare di questa cosa con due mie amiche in MSN, in momenti diversi, ma quasi contemporanei, con due persone diverse come carattere e come età, ma il risultato è stato comunque lo stesso: l’imposizione dettata dalla paura dei genitori di non lasciare che i figli/figlie vadano in moto è solo deleteria.
Fa parte di quegli errori che fanno fin troppo spesso i genitori italiani, troppo concentrati sul "proteggere a tutti i costi" i figli, chiudendoli in un bozzolo di divieti e di negazioni per "evitare i problemi", che cazzata immane.
Non c’è persona più malaticcia di colui che è stato tenuto lontano dalle malattie da piccolo: non sviluppa gli anticorpi e quando è cresciuto è troppo tardi perchè li sviluppi ... e la stessa regola vale per la vita in generale: se non lasciamo che i nostri figli facciano determinate esperienze non saranno al sicuro, anzi, peggrioreremo la situazione mettendoli in pericolo quando potranno nel caso della moto, permettersi di prenderla, ma avendo un’età diversa avranno tempi di apprendimento più lunghi e rischieranno di più il collo.
Il genitore deve proteggere "guidando" i propri figli sulla strada della vita, non chiudendoli nel garage.
E’ un concetto semplice eppure ancora non entra in testa alla maggior parte dei genitori, che ancora impongono regole e chiudono la porta a tutto quello che per loro è sbagliato, fanno solo del male, è con la comprensione delle passioni dei propri figli, con la volontà di assecondarle correggendo i comportamenti sbagliati che si fa crescere un figlio, non chiudendogli una porta in faccia con frasette mongoloidi come "Finchè starai sotto il mio tetto fai quello che ti dico".
Io sono uno di quei trentenni frustrati che non ha potuto portare nulla con due ruote che non fosse una bicicletta per tutta la sua infanzia ... non mi vergogno a dirlo ... sono perfettamente coscente che sono più pericoloso perchè non ho più i riflessi e la serenità mentale dovuta all’età e in moto la dove un vent’enne osa io freno ... laddove un vent’enne schiva io inchiodo, sbagliando.
Ho dovuto arrivare a 32 anni prima di potermi prendere la moto ... perchè prima dei 18 era impossibile ... dopo i 18 tra la mancanza di soldi o la mancanza di tempo o il fatto che vivevo in giro per l’Italia e quindi non avendo una casa fissa me la potevo scordare, per tutti questi motivi la moto è arrivata nella mia vita così tardi e ho iniziato come tutti quelli agli inizi con un cinquantino o un 125? No ovviamente a 32 anni non ti prendi un 125 ... non puoi ... un po’ per orgoglio un po’ per dimensioni (sono un metro e novanta dove vado su un 125?!?) ... e così ti ritrovi a pensare "Prendo una moto semplice o prendo quello che vorrei io?" e la risposta nel mio caso è stata "Fanculo, ho aspettato quasi vent’anni ... prendo quello che ho sempre sognato: una Ducati Superbike!" e ti ritrovi con un missile da 100 e passa cavalli sotto le chiappe ... senza esperienza ... senza quegli automatismi che chi ha avuto la moto fin da piccolo ha ... e fatichi il triplo per stare in strada, per goderti la moto senza pensare a non cadere, ma tutto questo ha un lato positivo ... uno solo ... ma ce l’ha: quando salgo sulla mia moto, non importa che sia ancora spenta nel garage ... provo un brivido di piacere lungo la schiena ... e quando è passato quel brivido gelido che percorre in una frazione di secondo tutto il mio corpo dalla punta dei piedi all’ultimo dei miei corti capelli ... in quel momento sono tutt’uno con lei ... e questo è il momento più bello ... quello in cui giro la chiave nel cruscotto ... sento il sibilo della pre accensione ... guardo la stumentazione accendersi e premo trattenendo il respiro il pulsante dello start.
In quel momento sento che sono vivo ... che sono apposto con me stesso ... non esistono problemi ... e il rombo sordo e basso del motore desmodromico entra in sintonia con il mio cuore ... il tintinnio metallico della frizione a secco copre qualsiasi pensiero ... metto il casco ... chiudo gli occhi ... metto la prima e mi avvio per un’esperienza sempre nuova e meravigliosa: guidare la mia belva ... finalmente.
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