(questo BLOG è stato visitato 39140 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
domenica 2 luglio 2006 - ore 14:14
c’era da aspettarselo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Le case farmaceutiche? Rischio per la nostra salute Convincono i consumatori di essere malati , corrompono i medici con regali di diversa natura e travisano i risultati delle prove di efficacia e sicurezza sui loro prodotti. Opera delle aziende farmaceutiche, che, secondo un rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Consumatore, mettono in serio pericolo la sanità pubblica occultando le strategie di
vendita per cui spendono miliardi di dollari in tutto il mondo.
Sotto i riflettori dell’indagine sono finite venti tra le più importanti case farmaceutiche. "La vendita irresponsabile - dice il rapporto - dà luogo a un serio problema, persistente e diffuso nell’intera industria farmaceutica". E’ dunque necessaria una battuta di arresto, controlli statali più duri e ordine nelle politiche di promozione delle aziende.
Secondo il rapporto, scandali come il ritiro del Vioxx, un antifiammatorio utilizzato anche per l’artrite, sono i campanelli d’allarme di una promozione farmaceutica priva di etica e che ricade unicamente sul consumatore. La medicina in questione, infatti, fu ritirata dal mercato dalla Merck nel settembre 2004, nonostante l’azienda sapesse dal 2000 che il Vioxx aumentava le probabilità di infarto . L’accusa riguarda dunque la manomissione dei risultati degli studi per giocarsi il tutto per tutto fino alla fine. Risultato: negli Stati Uniti sono più di 6.000 le cause archiviate contro l’azienda da persone che, assunto l’antinfiammatorio in maniera regolare, sono finite all’ospedale.
Malgrado il regolamento vigente, evidenzia il rapporto, le aziende farmaceutiche continuano a fare i loro comodi anche con i medici di famiglia. Eppure, continuano a stupire i 60 miliardi di dollari spesi in marketing dalle venti case farmaceutiche prese in considerazione, il doppio di quanto non sia destinato alla ricerca.
Di quelle venti aziende, soltanto la Bristol-Myers Squibb fornisce infatti ai consumatori un dettagliato codice di comportamento di vendita. E ancora, la metà è stata implicata dal 2001 al 2005 in controversie legali per dubbie relazioni con i medici. Basti l’esempio della britannica AstraZeneca, criticata per aver organizzato un evento per la promozione del Crestor con tanto di biglietto aereo e hotel pagati ai dottori e, dulcis in fundo, anche un biglietto per un musical incluso.(...)
"Una delle preoccupazioni più forti - ha concluso Richard Lloyd, direttore generale dell’Organizzazione mondiale del Consumatore - considera la promozione delle medicine ai medici che, spesso conduce a un uso irrazionale del farmaco".
Fonte: http://www.repubblica.it
COMMENTA (0 commenti presenti)
PERMALINK