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Monday, July 03, 2006 - ore 02:40
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Talvolta...
talvolta è come correre bendati
alla guida di un’auto che sfreccia ai 180 lungo un percorso sconosciuto.
Talvolta...
talvolta si ha la sensazione di cadere, nel vuoto..
una caduta liberatoria, senza appigli, attorno solo il vuoto
e l’immensa solitudine che ne deriva.
Talvolta...
talvolta si ha la sensazione di vivere un sogno, a volte è pure un incubo
e, pur provando dolore ,e tutte le emozioni e senzazioni che contraddistinguono la veglia, non si è certi di esser svegli,
ne si ha la capacità di cogliere il momento esatto del risvelgio
e si rimane in attesa.
A volte ho voglia di gridare, picchiare , correre fino a sentirmi svuotato,
vorrei un paio d’ali per staccarmi definitivamente dal fango su cui cammino e che mi ricopre sempre di più...
A volte credo di esagerare, mi sento vittima e carnefice allo stesso tempo e godo nell’interpetare due figure così distinte che,a volte, magari proprio in quelle volte, non mi rappresentano, ne mi somigliano per nulla.
Sono l’icona del tempo che passa,
lento, indolente e senza scopo
con tranquillità feroce e sadica vago,ora immobile ora mutato,
e distratto, di quando in quando mi accorgo dei cambiamenti del mio essere.
Sono solo, a volte, forse troppo spesso,
all’inizio e alla fine del viaggio si è sempre soli,
si ricerca completezza negli altri, o forse semplicemente si ricerca se stessi..
o meglio ancora la completezza di se stessi all’interno degli altri.
Talvolta soffro
in silenzio, con quell’ansia che sale dallo stomaco e ti si ferma in gola
e tu non puoi far nulla se non contorcerti dal dolore che provi e non capisci nemmeno come sia iniziato.
Talvolta piango
ed anche se per un uomo non è dignitoso , quella è la parte più nobile di me, senza bugie o maschere a coprire ...
lacrime su lacrime a lucidar questi occhi che vedon di giorno in giorno sempre meno, mi chiedo se sia la scelta inconscia di chiudere gli occhi sul mondo.
A volte penso che dovrei fermarmi e mollare tutto
ripartire da zero..magari in un’altra vita;
poi penso a tutte le conseguenze della mia scelta,
e al fatto che mollare, alla fin fine, equivale sempre ad una sconfitta;
stringo i denti fino a farli sanguinare,anche se non son sempre convinto che sia veramente la cosa giusta da fare,ne che porterà veramente qualche risultato.
Talvolta smetto di pensare
faccio di tutto pur di non rimanere solo con me stesso
che alla fine è la persona che odio di più su questa terra.
Forse in verità non mi capisco, per questo non mi accetto..
forse.. mi viene in mente un breve verso che scrissi su di un vecchio diario:
" Ho passato la vita a chiedermi chi sono e non mi sono mai fermato a chiedermi com’ero."
Forse questo è uno di quei momenti
ma ora ho soltanto voglia di chiudere gli occhi.
Non so perchè scrivo tutto questo,
non so neppure se sia veramente quel che penso o sia solo il bisogno di scrivere qualcosa, un pensiero, una folgorazione, una riflessione
il dover metter in chiaro un punto..che magari nemmeno esiste.
E’ il bisogno di comunicare, anche se esattamente non so cosa,
grazie all’inutilità della parola
che non può rappresentare, se non pallidamente, ciò che la mente produce.
Vago ,
di pensieri pago ,
incontro ad un abbraccio nascosto in fondo al lago.
Grazie per avermi prestato attenzione
ed aver perso istanti preziosi della vostra vita.
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