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io ho sempre tentato... "



















ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



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Monday, July 03, 2006 - ore 12:57


Primi piano of Simplicity
(categoria: " Vita Quotidiana ")



Qualità essenziale e ineccepibile, il suo tempismo situazionale.
Non era molto bravo a gestire i suoi desideri, e in fondo penso sia oramai all’ordine del giorno evitare di assecondarli, sull’onda del momento d’inerzia così modaiolo negli ultimi tempi. Il nonno aveva preso di nuovo a partire sulla tangente così poco geometrica dei suoi discorsi. Sedendosi ai bordi del divano dove mi ero addormentato era venuto a punzecchiarmi sui tasti di tutte le omissioni brevi, e a ricordarmi l’esatta posizione di tutte le nuvole delle giornate passate semplicemente per il gusto e la sostanziale variabile dell’essere nato. -Allora? Racconta-. Aveva riassunto così la sua ineffabile curiosità. Curiosità e insieme anche missione, ancora non ho capito per quale ordine superiore o meglio per quale esigenza, direi oramai fisiologica, da post pensionamento.
Iniziai con i riassunti brevi delle ore, ma sul suo viso comparsero i primi segni di chi dissentiva: voleva i dettagli dei minuti e dei secondi. Quando si è vecchi non vale la legge delle grandi sintesi perché sembra che con davanti la parabola in fine si faccia più attenzione agli ultimi granelli della clessidra. Così presi una notte. Presi il racconto della notte di sabato e mi misi a raccontargliela come fosse la traduzione sintattica di un quadro di Schiele.
Il nonno aveva preferito, per una buona volta rimanere a casa quella sera, non per chissà quale indole da snob, ma per quella sua innata propensione ai visi. Cioè amava così tanto le facce e gli occhi e le espressioni che uscire con quel marasma caotico di miliardi di espressioni genetiche diverse sarebbe stato come buttare un bambino direttamente in un negozio di caramelle incustodito con l’esplicito imperativo del “fai quello che ti pare”.
-Sono uscito. Ma cosa vuoi che ti racconti? Sono uscito con gli amici di sempre. Si lo so non fare quella faccia. Lo so. Sono uscito con nei calzini l’erba della sera precedente. Ma non è colpa mia se rimango rinchiuso negli specchi di alcune notti che continuano riflettersi nelle altre. Ma dai, non te ne andare. Lo so, lo so che non sopporti la facilità delle mie nostalgiti, ma cosa dovrei fare? Ok, va bene. Il tuo teorema oramai lo conosco accademicamente alla perfezione: chiamala, se hai voglia di uscire con lei, allora chiamala. La sua matematica era terribilmente efficace:
sapeva ascoltare, e sapeva leggere. Non i libri, quelli sono buoni tutti, sapeva leggere la gente.
E adesso sempre per i vari postulati di quel teorema mi alzo e ti vengo a cercare, perché incredibile a dirsi, ma mi manchi già.
Semplice.

Si alzò ad aprire le imposte e prendendo uno dei miei cd si mise anche un po’ ballare.


Belle & Sebastian_Another Sunny Day
Another sunny day, I met you up in the garden
You were digging plants, I dug you, beg your pardon
I took a photograph of you in the herbaceous border
It broke the heart of men and flowers and girls and trees

Another rainy day, we’re trapped inside with a train set
Chocolate on the boil, steamy windows when we met
You’ve got the attic window looking out on the cathedral
And on a Sunday evening bells ring out in the dusk

Another day in June, we’ll pick eleven for football
We’re playing for our lives the referee gives us fuck all
I saw you in the corner of my eye on the sidelines
Your dark mascara bids me to historical deeds

Everybody’s gone you picked me up for a long drive
We take the tourist route the nights are light until midnight
We took the evening ferry over to the peninsula
We found the avenue of trees went up to the hill
That crazy avenue of trees, I’m living there still

There’s something in my eye a little midge so beguiling
Sacrificed his life to bring us both eye to eye
I heard the Eskimos remove obstructions with tongues, dear
You missed my eye, I wonder why, I didn’t complain
You missed my eye, I wonder why, please do it again

The lovin is a mess what happened to all of the feeling?
I thought it was for real; babies, rings and fools kneeling
And words of pledging trust and lifetimes stretching forever
So what went wrong? It was a lie, it crumbled apart
Ghost figures of past, present, future haunting the heart



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