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Wednesday, July 05, 2006 - ore 12:23
Warum immer ich?!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E’stata una mossa più che geniale. Arrivare in Sherwood prima della partita, vedere uno stadio in miniatura costruirsi sotto i nostri occhi, con curve e gerarchie di "primo arrivato", con panche e tavoli recuperati con più destrezza di un affamato alle prese con una coda per il pane in Russia, con la mora amica di "superspritz" proprio davanti a noi, con la gente di San Filippo che, ogni volta che sente nominare Iaquinta, inevitabilmente pensa agli steroidi e si guarda intorno con un sorriso amaro, cercando comprensione nei "connazionali".
Mani strette l’una nell’altra, mani che aprono birre, mani che arrotolano canne, mani che si alzano, mani che tengono kebab per una sera strabordanti, mani che accendono una sigaretta dietro l’altra, mani pronte ad alzarsi come in una splendida coreografia, mentre goffamente tutti cercano di conquistare posizioni in altezza, sulle panche, sui tavoli. Tavoli che crollano e chi cade sta ridendo, Alessia in delirio-collegamento da Milano, gente che abbraccia perfetti sconosciuti, altri che abbracciano chi volevano conoscere da anni, altri ancora che fanno la spola tra i due maxi schermi urlando compilation di insulti al popolo teutonico.
E poi via, una piadina e ripartire di scatto con lo scooter che sfreccia incurante del codice della strada per la città, con il clacson che emette i suoi ultimi sussulti, un clacson che ne ha viste (e suonate) di tutte.. una promozione del Padova, una festa degli Alpini, un post-orgasmic party dopo una scopata strombazzando in altro modo in giro per la città, scudetti e coppe del Milan...
Ed arrivare al Naviglio, opere di artigianato, visioni senili (ma non di anzianità), urla, canti, un intero piatto di bovoletti all’aglio, la Birmania che mi spara con la soda gun ettolitri di acqua tonica addosso (finzione scenica), Tokio che scorrono nel fegato lentamente, gente che corre, gente che se ne va lentamente...
Ed un tragitto Portello - Saimp goduto ad ogni singolo metro, con l’odore di legna e resina che mi ricorda Fiera di Primiero nelle estati della mia infanzia, quando un colpo di caldo, per un attimo, mi faceva amare quelle tavole accatastate dietro casa che coprivano gran parte della vista. E stamattina uno strano sapore di aglio ancora ondeggia in me.
Amo l’Italia. Ed amo questa città, anche se manca qualcosa.
HANGING ON THE TELEPHONE - BLONDIE
I’m in the phone booth, it’s the one across the hall
If you don’t answer, I’ll just ring it off the wall
I know he’s there, but I just had to call
Don’t leave me hanging on the telephone
Don’t leave me hanging on the telephone
I heard your mother now she’s going out the door
Did she go to work or just go to the store
All those things she said, I told you to ignore
Oh why can’t we talk again
Oh why can’t we talk again
Oh why can’t we talk again
Don’t leave me hanging on the telephone
Don’t leave me hanging on the telephone
It’s good to hear your voice, you know it’s been so long
If I don’t get your call then everything goes wrong
I want to tell you something you’ve known all along
Don’t leave me hanging on the telephone
I had to interrupt and stop this conversation
Your voice across the line gives me a strange sensation
I’d like to talk when I can show you my affection
Oh I can’t control myself
Oh I can’t control myself
Oh I can’t control myself
Don’t leave me hanging on the telephone
Hang up and run to me
Whoah, hang up and run to me
Whoah, hang up and run to me
Whoah, hang up and run to me
Whoah oh oh oh run to me
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