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![]() MeatPuppet, 19 anni spritzina di treviso city CHE FACCIO? Non è da questo che si giudica una persona! Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Cavie - Chuck Palahniuck HO VISTO Apocalypse Now STO ASCOLTANDO The Smiths ABBIGLIAMENTO del GIORNO disabbigliato. ORA VORREI TANTO... ritrovarmi dentro un cubetto di ghiaccio gigante. STO STUDIANDO... lessi "in questo periodo sto sudando" oh, tanto, tantissimo. OGGI IL MIO UMORE E'... come lo spritz senza l’aperol. ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE 1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase... BLOG che SEGUO: alex1980PD BOOKMARKS recensioni di film (da Cinema / Archivi ) my photogallery (da Fotografia / Grandi Fotografi ) UTENTI ONLINE: |
Friday, July 07, 2006 - ore 00:37 Esercizio di scrittura. Workshop. Sono di nuovo un bambino. Una fila di marmocchi puzzolenti e strillanti mi stanno attorno, con i loro vestitini colorati. I maschietti hanno quei fastidiosi papillon che le madri adorano attaccare addosso ai propri figli, o Pupazzi o giullari, come fossero un albero di natale da riempire di inutili addobbi. Anch’io ne ho uno, rosso con dei globuli bianchi. E mi sta soffocando. E intanto loro stanno lì, e puzzano, e sbavano, e mi osservano. I bambini de Il Villaggio Dei Dannati sarebbero dei compagni di gioco ideali, a confronto. Undici candeline, undici. Guardo la torta, rialzo la testa. Un coro di figli e genitori repressi mi sta invogliando a sputare sopra il dolce. Soffio. Non basta. Soffio ancora. Vaffanculo. La parte dei regali è quella che detesto più di tutta questa pagliacciata. Devi farteli piacere tutti. A Loro non basta che tu sorrida, non basta che li ringrazi. Devi fartelo Piacere. Il regalo, dico. Una scatola quadrata avvolta da carta da pacchi con disegnini dal dubbio gusto, tanto per cominciare. Ciliegie e cipolle. Quale razza di mente malata disegna una carta da regalo con ciliegie abbinate a zolle? Sorrido. Ringrazio. "Oh, un paio di calzini lunghi e rossi e con delle renne gialle, è proprio ciò che volevo, grazie zia" dico. Quest altro pacco è uno di quelli fatti alla bene e meglio, per la serie "l’importante è il contenuto", se lo mettevano dentro un sacchetto dell’immondizia facevano più figura. Poi, voglio dire, quelle facce. La faccia del donatore di turno. "Dai, aprilo, aprilo", come se non sapesse già cosa c’è dentro. Ma vogliono vedere la tua faccia sorpresa, vogliono vederti ammaliato, vogliono vederti entusiasta. Vogliono. "...un banjo. Ho sempre desiderato avere un banjo, grazie, ma non dovevi...". Osceno. Il mio stomaco inizia a brontolare. Probabilmente quel pasticcino era avariato. Devo andare in bagno. "Dai, cosa aspetti, apri anche questo", la tortura prosegue. Questo qui è piccolo, giallo. Io odio il giallo. Dopo varie convulsioni riesco ad aprirlo. Un ciondolo. "É un ciondolo ottenuto dalla lavorazione delle ceneri di Drugo." dice affettuosa la mamma. Drugo era il mio cane. Da poco trapassato a, presumibilmente, miglior vita. Voglio andare in bagno e vomitare. "So quanto gli volevi bene". Uccidetemi. L’idea dell’impacchettare i regali è davvero insulsa. Trenta minuti di litigio con lo scotch, per poi vedere il proprio capolavoro fatto a pezzi, strappato, lacerato davanti ai propri occhi. Poi naturalmente ci sono quelli che se lo fanno impacchettare al negozio. Ma quelli sono Troppo avanti. "Oh, un bambolotto parlante di Jhon Lennon che dice Siamo più famosi di Gesù Cristo, grazie nonno, ho sempre sognato di averne uno". LEGGI I COMMENTI (1) PERMALINK |
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