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Rozzo, 29 anni
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STO LEGGENDO

Premettendo che leggo UN SOLO libro alla volta, gli ultimi acquisti sono:

Le nozze di Cadmo e Armonia - R. Calasso
Poesie - E. Dickinson
Dexter il vendicatore - J. Lindsay
Il trono di spade - G.R.R. Martin
Quando Teresa si arrabbiò con dio - A. Jodorowsky
La spada di Shannara - T. Brooks

HO VISTO

Un ammasso di merdacce sioniste ANNICHILIRE una popolazione, e passare da gente perbene.

STO ASCOLTANDO

Gli altri IO, dentro di me, che urlano per venire fuori...

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

C’è chi, con molto talento, sta pensando di portare migliorie, sotto questo aspetto... ma questo è... solo aspetto.

ORA VORREI TANTO...

Avere il coraggio...

STO STUDIANDO...

Me stesso, ma niente da fare non riesco ad andare oltre la pagina 11

OGGI IL MIO UMORE E'...

Rosso, rossissimo, quasi nero.

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







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Monday, July 10, 2006 - ore 11:04


Campioni del Mondo!
(categoria: " Vita Quotidiana ")


E finalmente...
Erano 22 anni che aspettavo, visto che sono nato due anni dopo il mondiale dei vari Scirea, Zoff e compagnia...
Io ERO della generazione che non ha visto vincere niente alla nazionale, della generazione del culo di Sacchi,
e della delusione del 1990... Io sono della generazione di Pasadena, di Rotterdam, sono della generazione che
ha sempre visto di vincere il mondiale, da altri...
Sono della generazione di Lentini, di Bosman, di Zidane venduto per 160 miliardi al Real... Sono della generazione
della cosidetta "calciopoli"...
Ho visto Ravanelli segnare all’Olimpico un goal impossibile e Jugovic dal dischetto che arpionava la Coppa dalle
grandi orecchie... Ho visto la Juve vincere tutto, Scudetti, Coppe Italia, Coppe UEFA, Champions League, Supercoppe
e Coppa Intercontinentale...
Ho visto Del Piero infilare Barthez su punizione, infilare Toldo in un memorabile 3-2 contro la Fiorentina, nel goal
più bello della storia d’Italia... Ho visto la Juve cadere dal piedistallo, l’ho vista in tribunale ed ho visto Del Piero a Udine
col ginocchio distrutto, e l’ho rivisto a Rotterdam sbagliare i goal della vittoria dell’Italia... Ho visto gli arbitri migliori
del mondo riunirsi in un’associazione a delinquere e ho visto il padrone del calcio piangere davanti ad una telecamera,
piangere lacrime da coccodrillo... Ho visto la paura in 50 milioni di tifosi, e la delusione su altrettanti volti, troppe volte...
Non ho sentito Martellini gridare tre volte CAMPIONI DEL MONDO, ho sentito dirigenti del calcio mondiale parlare di
un’Italia al collasso, e ho sentito troppi, ma proprio troppi, processi ai giocatori e all’allenatore, questa volta giornalistici...
Ho sentito i boati e i caroselli di clacson per le vie dell’Italia, ho sentito la gola fare male, ed urlare ancora e ancora...
Ho sentito il silenzio di quindici secondi, il silenzio di un intero paese, il silenzio che si sente solo in occasioni come
questa... Ho sentito i cuori battere all’unisono ad ogni passo di Fabio Grosso, TUMP-TUMP-TUMP... un passo un altro,
un altro ancora, il calcio al Teamgeist Berlin posizionato sul dischetto, che si alza in volo in un battito di ciglia, ho sentito
l’erba dell’Olympiastadion vibrare per quel calcio e il pallone fermarsi a mezz’aria... Ho visto una rete che si gonfiava per
lo schiaffo di quel pallone e una goccia di sudore che scende dalla fronte di un pelato con guanti e maglia nera, mentre
scuote la testa... Poi ho sentito, l’esplosione atomica scindersi in tre frazioni di secondo, come l’onda dello tsunami che si
ferma ad un metro da te per farti rivedere tutta la vita mentre ti passa davanti agli occhi... E ho visto ancora, ho visto una
ventina di persone tinte d’azzurro e marchiate dal tricolore gioire come se fossero dei bambini all’ultimo giorno di scuola,
dopo aver saputo che saranno promossi... Ho visto un uomo di Napoli sul tetto del mondo, un uomo di cui era stato detto di
tutto, ma un uomo che ha messo in campo tutto: sudore, lacrime e adrenalina, e con una fascia al braccio difendere il
cuore di sessanta milioni di persone nate nel suo stesso paese... Ho visto la gioia di persone come lui, questa volta
ERAVAMO DAVVERO TUTTI UGUALI, non si trattava di difendere un colore di una maglia, si trattava di dare ad un popolo
che ha nella generosità il suo punto forte, una gioia che si merita, una gioia sportiva, una gioia primitiva e bellissima...
Alcuni dicono che questo è solo un gioco, ma non è così... Perchè una gioia così non può venire solo da un gioco...
E mi piace pensare che il capitano di questa squadra, alla sua centesima presenza sotto l’azzurro Savoia, sia come un
novello Garibaldi, che in un attimo, solo per quell’intensissimo, meraviglioso e agognato attimo, riunisca sotto lo stesso
cuore sessanta milioni di persone, troppo spesso divise da gente che non conosce l’importanza di quel cuore...
E questo sarebbe solo un gioco? Questo è solo un abbraccio... Un abbraccio di 120 minuti tra il contadino e il manager,
tra il fascista e il comunista, tra etero ed omosessuali, tra Vipiteno e Lampedusa... Nossignori, questo non è solo un gioco...



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