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![]() Daffe, 30 anni spritzino di Montegrotto Terme CHE FACCIO? Laurea Dams, Attore-Regista-Autore Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO Shakespeare, Ibsen, Brecht, Pirandello, Cechov, Sternheim... tutto ciò che è teatro... tutto ciò che crea emozione HO VISTO Ho visto cose...che voi umani non potete nemmeno immaginare! STO ASCOLTANDO Quello che mi va... ABBIGLIAMENTO del GIORNO A caso ORA VORREI TANTO... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE Nessuna scelta effettuata MERAVIGLIE Nessuna scelta effettuata |
lunedì 10 luglio 2006 - ore 11:37 Campioni del mondo La maledizione è finita, l’Italia è campione del Mondo La lotteria dei rigori questa volta premia gli azzurri: 6-4 sulla Francia e un grande Cannavaro solleva la Coppa assieme ai compagni Berlino, 9 lug. L’Italia e’ campione del mondo. Quattro stelle e 6 parole attese 24 anni, dalla notte lontanissima nel tempo del 12 luglio 1982, quella del 3-1 imposto dagli azzurri di Enzo Bearzot e Paolo Rossi alla Germania. E proprio in Germania, e proprio ai rigori, l’Italia di Marcello Lippi ha cancellato una serie infinita di delusioni lunghe 11, interminabili metri. Iniziata dal flop di Messico ’86 e proseguita con la solita maledizione, quella dei rigori. Una maledizione che aveva colpito a Napoli nelle semifinali dei Mondiali del ’90, a Pasadena nella finale di Usa ’94 e a St. Denis nei quarti di finale con la Francia. E dagli intrecci del destino e’ stata proprio la Francia ad offrire al calcio italiano la possibilita’ di rialzare finalmente la testa ed un trofeo. Il trofeo, quello piu’ importante, quello che segna un’epoca. La Coppa del Mondo torna in Italia nell’anno dell’apice degli scandali, a pochi giorni dalle sentenze del maxiprocesso, con un 6-4 deciso dai tiri dal dischetto dopo l’1-1 maturato dopo i supplementari. Stavolta la traversa, che 8 anni fa disse di no a Luigi Di Biagio, ha scelto di fermare la Francia. E’ stata la finale che ha consegnato alla storia l’immagine di Fabio Cannavaro, probabilmente il miglior giocatore del torneo, con la coppa levata al cielo. Ma e’ stata, anche, la finale del sipario triste per Zidane. Un gol su rigore, calciato da fuoriclasse per l’1-0, poi il gesto folle che gli e’ costato l’espulsione e quelli che forse potevano essere gli ultimi 10 fondamentali minuti della sua carriera straordinaria. A Berlino si parte all’insegna della grande tensione. Henry si scontra con Cannavaro e finisce a terra stordito per un colpo alla mascella. Un paio di minuti con la borsa del ghiaccio, spuntano anche i sali, poi Titi’ rientra in tempo per assistere da vicino al gol del vantaggio di Zidane. Malouda cerca un varco in area azzurra, Materazzi lo evita ma Elizondo vede un contatto che non c’e’ ed indica il dischetto: e’ il 6’, Zidane sceglie il ’cucchiaio’ e supera Buffon con un pizzico di fortuna, visto che la palla prima di superare la linea sbatte sulla faccia inferiore della traversa. L’Italia, pur soffrendo le grandi difficolta’ di Totti e Toni, reagisce bene e al 19’ raggiunge il meritato pareggio. Proprio con Materazzi, che su un corner di Pirlo sovrasta Thuram e fa secco Barthez. Uno a uno, si ricomincia. L’Italia gestisce la partita, fa girare palla e pur non rendendosi mai veramente pericolosa su azione riesce comunque ad annullare il quartetto avanzato dei transalpini. E prima del riposo, al 36’, gli azzurri vanno vicini al vantaggio. Con Toni, che di testa salta altissimo ma centra la traversa. Si torna negli spogliatoi cosi’, con un’Italia superiore nel gioco e con una Francia che a tratti sembra piu’ che disposta a giocarsi le proprie carte in contropiede. All’inizio della ripresa nessun cambio ma gli azzurri vanno subito in apnea. Henry scatenato al 50’ semina il panico nell’area italiana rimediando solamente un corner e 3 minuti dopo Zambrotta entra in tackle in area su Malouda impattando solamente sulle caviglie dell’ala francese. Stavolta il rigore sembra esserci ma per Elizondo e’ tutto regolare. Domenech e’ costretto a spendere il primo cambio per un problema alla coscia sinistra accusato da Vieira, che lascia il posto a Diarra. Finisce anche il Mondiale di Perrotta e di un evanescente Totti, rimpiazzati da Iaquinta e De Rossi. Neanche il tempo di annotare il doppio cambio e Toni incorna in rete, ma Elizondo annulla su segnalazione del suo secondo assistente per fuorigioco. L’Italia ritrova equilibrio e spessore, anche se per far venire qualche brivido a Barthez bisogna aspettare il 77’ e una punizione insidiosa di Pirlo. Lippi all’86’ spende l’ultimo cambio giocando la carta Del Piero, che prende il posto di Camoranesi, ma la mossa del Ct non basta ad arginare il finale in crescendo della Francia. Si va ai supplementari e a tremare per prima e’ l’Italia, su un destro dal limite di Ribery, che sfiora il palo e subito dopo, al 100’, lascia il posto a Trezeguet. Gli azzurri iniziano a scivolare verso l’apnea e solamente un grandissimo gesto atletico di Buffon nega il gol del raddoppio a Zidane, dimenticato in piena area su un corner. Inizia l’ultimo quarto d’ora e Abidal se la cava dopo un colpo malizioso a De Rossi, mentre Domenech toglie Henry per Wiltord. Nel momento migliore della Francia il simbolo dei Galletti perde la testa: Zidane scambia qualche parola con Materazzi, poi di scatto, a palla lontana, colpisce Materazzi con una testata al petto. Gli azzurri protestano, Elizondo dopo un minuto buono si consulta con il suo primo assistente ed estrae il cartellino rosso per il numero 10 transalpino. E’ l’ultimo atto, triste, della carriera di un fuoriclasse assoluto, che lascia il campo a testa bassa prima dei rigori. Dal dischetto segnano subito Pirlo, Wiltord e Materazzi, poi Trezeguet prende la traversa e sul rimbalzo la palla non varca la linea. Tocca a De Rossi, che con grande freddezza batte Buffon. La Francia risponde e resta aggrappata alla Coppa con Abidal. E’ il turno di Del Piero: rincorsa lunghissima, esecuzione perfetta. La Francia risponde ancora con Sagnol, che realizza scegliendo la potenza. Il peso del mondo del calcio e’ sulle spalle di Grosso, ma il destino, al terzino azzurro, aveva gia’ indicato chiaramente la strada: quella della gloria. Sinistro sicuro, palla in rete. L’Italia e’ campione del mondo. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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