Sopra tutti. Con una capacità che è tutta italiana: quella di incassare tanto ma di riproporsi in campo senza arroganza. Gioioso e grato per il bagno in prato della valle alle quattro del mattino, sotto quell’acqua festante mi sono sentito orgoglioso di essere lì, in quel momento; italiano. Ma orgogliosi ieri notte lo eravamo tutti. Orgogliosi di essere italiani oltre le magagne, le tante brutture del nostro bel paese di cui troppo spesso ci piace lamentarci.
Pienamente orgogliosi oltre la nostra indolenza e scarsa combattività, oltre la nostra indole troppo spesso lasciva e corrotta, siamo andati sopra tutti. Ma forse è proprio questo ciò che ci rende diversi dal resto del mondo; unici. Noi sbagliamo - anche tanto -, ma lo sappiamo. E sappiamo rialzarci. Alla faccia di tutto il resto del mondo, che delle nostre magagne si preoccupa tanto ma è troppo arrogante per vedere le proprie.
Li abbiamo piegati tutti. Lo spocchioso Brasile, il suo "Rumo ao exa" e il suo "Joga Bonito". I Tedeschi con le loro ingiurie, le loro condanne anticipate, la loro arroganza preconfezionata. I Francesi col loro tifo contro, la loro Grandeur, il loro continuo rinfacciare il 2000 e i loro Champs Elisè già pronti. Ecco: tutta questa gente ha sfidato la sorte. Ha guardato gli dei del calcio e ha sputato arrogantemente loro in un occhio. Perchè si sentivano forti; incorruttibili. E così, oggi raccolgono quello che hanno seminato. Gli dei del calcio hanno pensato che dare in mano la coppa a Zidane, dopo quello che era successo, sarebbe stato davvero troppo.
Non illudetevi, comunque: gli sconfitti batteranno i pugni, protesteranno, ridimensioneranno il nostro successo. Il successo di quei piccoli e corrotti minatori italiani che, entrando in punta di piedi in casa dei padroni, hanno sporcato i pizzi dei signorotti locali. Urleranno. Protesteranno di fronte agli dei che hanno offeso. Ci insulternano magari. Ancora una volta. Non ci curiamo di loro. Passiamo e guardiamo. E tratteniamoci, da domani, di urlargli in faccia la nostra vittoria. Perchè, dopo la gloria, la perdizione è dietro l’angolo, e noi Italiani questo lo sappiamo bene. Ma sappiamo anche che, in ginocchio, siamo molto più forti a rialzarci. E, se accadrà, ci alzeremo di nuovo. Sopra tutti.
